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Domanda


Quando mi arriva una autobetoniera da 10 mc in cantiere, magari in una giornata calda, può essere che il materiale tenda ad asciugarsi e che gli operai mi chiedano di aggiungere un po' d'acqua per renderlo più fluido e lavorabile. La teoria vorrebbe che il cls non andasse diluito in cantiere per non modificare il rapporto a/c . Ritiene che aggiungere 50-100 litri ad una miscela che ne contiene circa 2000 possa incidere significativamente sulla resistenza meccanica del prodotto finito? Nel caso mi è sufficiente controllare l'aggiunta di acqua verificando che rimanga nel range di fluidità prescelta controllando il manometro dell'autobetoniera?


Risposta


Io sconsiglierei in ogni caso l'aggiunta di acqua in autobetoniera. Oggi è possibile prevedere con ragionevole affidabilità la perdita di consistenza del calcestruzzo in funzione del tempo di trasporto, della temperatura, ecc. Si può quindi compensare a priori la perdita di lavorabilità. Gli additivi possono aiutare nei casi più complicati. Anche i normali additivi superfluidificanti, che oggi vengono aggiunti ai calcestruzzi di qualità, possono avere un effetto ritardante (si tratta di scegliere il tipo di prodotto adatto). Il problema di "aggiustare" l'impasto in cantiere si limiterebbe solo a casi eccezionali (ad esempio per blocchi del traffico, ecc.).
Se, viceversa, il problema si pone di frequente, le consiglierei di conservare in cantiere dell'additivo superfluidificante (dello stesso tipo o, comunque, di tipo compatibile con quello utilizzato dal preconfezionatore). L'aggiunta di additivo superfluidificante, anche in autobetoniera nel calcestruzzo già miscelato, consente di controllare la lavorabilità del calcestruzzo senza influire significativamente sulle sue proprietà allo stato indurito (e in particolare, visto che non modifica il rapporto acqua/cemento, senza modificare la resistenza a compressione e la durabilità del materiale).
L'aggiunta di 50-100 litri di acqua a 10 metri cubi di calcestruzzo significa una variazione del contenuto d'acqua di 5-10 litri al metro cubo e, di conseguenza, una modifica di lavorabilità modesta. Se il calcestruzzo ha una lavorabilità "bassa" (es. è di classe di consistenza S2) e la si vuole aumentare (ad esempio ad S3 o S4) sono probabilmente necessarie aggiunte d'acqua maggiori. L'effetto sulle proprietà del calcestruzzo indurito dipende dall'effettiva composizione del calcestruzzo. In ogni caso, la variazione del rapporto acqua/cemento può essere significativa (e di conseguenza lo sono anche le variazioni di resistenza e di durabilità).
Anche per la misura della lavorabilità, suggerirei l'uso della prova di abbassamento al cono, più affidabile rispetto alla misura della pressione del manometro dell'autobetoniera (un cono costa poco e occupa poco spazio in cantiere...). Se lei fa la prova del cono, può anche verificare se la consistenza del calcestruzzo è pari a quella richiesta dal progettista.


Prof. Luca Bertolini
 

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