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Domanda


Lavoro da poco in un’impresa edile e volevo sapere quale è la differenza tra Piano di Sicurezza e Piano Operativo di Sicurezza, in quanto per ogni gara d'appalto pubblica che acquisiamo ci vengono richiesti entrambi. Mi potete consigliare un programma che sia in grado di realizzare entrambi?



Risposta


Se ci occupiamo di cantieri edili, dobbiamo avere dimestichezza con almeno due tipi di documenti: il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) e il Piano Operativo di Sicurezza (POS).
Il PSC viene predisposto dal coordinatore per la sicurezza, nominato dal committente, per cui l’impresa che viene chiamata a presentare un’offerta dovrebbe riceverne una copia. Il POS viene elaborato dall’impresa sulla base della propria organizzazione, sui lavori da effettuare e in base all’organizzazione specifica del cantiere (indicata nel PSC). Nei cantieri pubblici in cui è presente una sola impresa (senza subappaltatori o altro) viene redatto dalla stessa il Piano di Sicurezza Sostitutivo (PSS).
Quando si parla di “piano di sicurezza” in maniera generica non ci si può riferire a nessuno in particolare di questi tre, pertanto bisognerebbe chiedere maggiori delucidazioni.
L’allegato XVII del D.Lgs. 81/08 riporta la documentazione che l’impresa deve presentare al committente ai fini della verifica dell’idoneità tecnico professionale; al punto b) è prevista l’esibizione del documento di valutazione dei rischi aziendali (che riguarda l’azienda nel suo complesso e non il singolo cantiere) e talvolta con piano di sicurezza si indica erroneamente il DVR.
In ogni caso l’impresa dovrebbe aver già predisposto un documento di valutazione dei rischi (da tenere comunque aggiornato) e di volta in volta dovrebbe elaborare il Piano operativo di sicurezza.

Per quanto riguarda la seconda parte del quesito, io consiglio sempre di elaborare in proprio i documenti, eventualmente avvalendosi di un consulente esterno per il supporto. Sono in commercio numerosi software per l’elaborazione della documentazione, ma per quanto possano essere completi non potranno mai evidenziare tutte le specificità delle imprese. È molto più efficace un POS di poche pagine scritto con un semplice elaboratore di testi seguendo i contenuti minimi dell’allegato XV del D.Lgs. 81/08, piuttosto che un documento di centinaia di pagine (per lo più inutili) che può essere “elaborato” con un semplice click, senza nulla togliere ai software da lei indicati.

Stefano Pistis
www.pistis.eu

 

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