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Domanda


Al momento della costituzione di una nuova impresa edile (con due soli dipendenti) bisogna che questa si doti di un Piano di Sicurezza proprio nel quale vengono indicate tutte le figure (RSPP, Medico Competente, ecc...)? Ovviamente oltre ai vari POS, PSS, PSC riferiti ad ogni singolo cantiere. Quali adempimenti (in ambito Sicurezza) sono necessari al momento della costituzione di una impresa edile?


Risposta


L’impresa edile, come tutte le altre imprese, è soggetta agli adempimenti previsti dal D.Lgs. 626/94 e da tutta la normativa in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro.
Innanzi tutto il datore di lavoro dovrà nominare il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), fargli frequentare un apposito corso di formazione e comunicare il nominativo all’Azienda Sanitaria e alla Direzione Provinciale del Lavoro. Nel caso specifico, l’incarico può essere svolto direttamente dal datore di lavoro (artt. 8, 9, 10 – D.Lgs. 626/94) in quanto gli addetti sono inferiori a 30; solo in questo caso il corso dovrà avere una durata minima di 16 ore secondo il programma previsto dal D.M. 16.01.1997. Nel caso in cui l’incarico venga assunto da una persona diversa dal datore di lavoro (dipendente o consulente esterno), è necessario che il corso sia conforme al D.Lgs. 195/2003 e dall’accordo Stato – Regioni; per le imprese edili la somma totale delle ore è di 112 ore (moduli A + B + C – settore Ateco F).
Il legislatore ha previsto la possibilità di autocertificare la valutazione dei rischi per le attività con meno di 10 addetti e in assenza di rischi particolari – art. 4, commi 1 e 11 – D.Lgs. 626/94. Sulla definizione di rischi particolari non c’è molta letteratura, tuttavia ad un’azienda che opera presso i cantieri edili, in concomitanza con altre imprese, che effettua lavorazioni pericolose e utilizza attrezzature non esenti da rischi, consiglierei di elaborare un Documento scritto di Valutazione dei Rischi (vedi Piano di Sicurezza) ai sensi dell’art. 4, comma 2, il quale indica, fra le altre cose, il programma di formazione e informazione degli addetti e permette di pianificare eventuali interventi migliorativi.
Il Documento di Valutazione dei Rischi dovrà inoltre comprendere le valutazioni specifiche previste dai decreti che stanno integrando il testo originario del D.Lgs. 626/94, in particolare:
· la valutazione del rischio incendio (D.M. 10.03.1998);
· la valutazione del rischio chimico (D.Lgs. 25/02);
· la valutazione del rischio vibrazioni (D.Lgs. 187/05);
· la valutazione del rischio rumore (D.Lgs. 195/06).

 

Va inoltre verificata la rispondenza alla normativa degli ambienti di lavoro, vanno formati gli addetti alla gestione delle emergenze (addetti antincendio e primo soccorso) secondo i programmi previsti dal D.M. 10.03.1998 e dal D.M. 388/03, vanno informati tutti gli addetti sui rischi generali dell’attività (artt. 21 e 22 – D.Lgs. 626/94) e va nominato un medico competente (artt. 16 e 17 – D.Lgs. 626/94).

 

Per quanto riguarda la documentazione di cantiere, l’impresa ha l’obbligo di elaborare un Piano Operativo di Sicurezza (POS) o, in assenza di PSC per gli appalti pubblici, un Piano di Sicurezza Sostitutivo (PSS); il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) viene elaborato dal coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione, nominato dal Committente, e non dall’impresa esecutrice.
Al momento della costituzione va inoltre fatto vidimare dall’Azienda Sanitaria competente per territorio, il registro degli infortuni.


Stefano Pistis
www.pistis.eu
 

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