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Domanda


Sto progettando (con Normativa D.M.96) un capannone in acciaio in zona sismica con le seguenti caratteristiche: dimensioni in pianta 50 x 15, altezza colonne 3.50 ml , altezza al colmo 5.00, copertura a due falde simmetriche; in senso trasversale sono previsti 6 telai(colonne + capriate con nodo incastro in sommità) ad interasse di 10 ml, mentre in senso longitudinale è previsto un controvento di parete nel campo centrale a K su entrambi i lati.-
Il primo quesito riguarda il fenomeno della dilatazione termica in senso longitudinale : il testo Ballio Mazzolani "Strutture in acciaio" consiglia di ovalizzare i fori dei collegamenti bullonati delle travi/arcarecci disposti sui 50 ml, ma mi sembra che in questa maniera sia difficile la trasmissione delle azioni orizzontali sisma/vento ai controventi di parete.-
Il secondo quesito riguarda la deformabilità dei telai sotto l'azione del vento: esiste uno spostamento limite della sommità delle colonne tipo 1/500 h o si può tenere anche 1/400 - 1/300?

 

 

Risposta 


Dilatazioni termiche
L’asolatura dei collegamenti travi/arcarecci riduce il problema  delle dilatazioni termiche risultando solo i valori resistenti dell’attrito, ma non consente una trasmissione delle azioni orizzontali di vento e sisma tra i vari telai se non dopo uno spostamento pari alla dimensione esuberante dell’asola rispetto al bullone. Occorrerebbe che ogni singolo telaio fosse auto stabile e auto controventato.
Si può comunque ritenere che la dimensione di 50 m sia compatibile con le dilatazioni termiche senza la necessità di giunti di dilatazione ma con i soli giochi di costruzione delle forature necessari per consentire il montaggio dei bulloni.

 

Deformabilità telai
Il limite di deformabilità dei telai sotto l’azione del vento deve solo essere compatibile con le opere di finitura quali divisori interni, serramenti, impianti ecc. Il rapporto spostamento altezza può anche essere elevato; ad es. 1/200 purché si verifichi il valore assoluto di questi spostamenti. Nel caso in oggetto in cui sono previste colonne di altezza modesta, pari a 3,50 m, i valori dovrebbero essere accettabili


Ing. Roberto Capra

 

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