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Domanda 


Vorrei sapere se esiste una normativa che fornisca dei riferimenti sulle aperture in murature portanti e se è presente in banca dati qualche quesito a cui è stata già data una risposta a tale proposito.

 


Risposta


Aperture quali finestre e porte, ricavate in una muratura portante, apportano una sensibile influenza su comportamento globale della stessa.
Nel Manuale di Ingegneria Civile Vol. 2 (seconda edizione, Zanichelli/ESAC), il p.to 10.7.2.1 parla della ripartizione delle azioni orizzontali nei muri di irrigidimento: “se il muro di irrigidimento contiene aperture di altezza limitata si potrà considerare come una mensola monolitica (in questo caso però bisogna conoscere bene l’inerzia della muratura); in caso contrario (travetti di collegamento di rigidezza praticamente nulla) si considera costituito da due o più mensole indipendenti”, tenendo in considerazione che per i casi intermedi fra i due limiti estremi viene suggerito di rifarsi alla bibliografia.

 

Il D.M. 9 gennaio 1996 detta al punto C.5.2 “Edifici in muratura ordinaria” le seguenti prescrizioni per quanto riguarda le aperture da ricavarsi nella struttura muraria:
• “al di sopra dei vani di porte e finestre devono essere disposti architravi in
   cemento armato o in acciaio efficacemente ammorsati nella
   muratura” (lettera c);
• “le aperture praticate nei muri portanti devono essere verticalmente
   allineate; in alternativa, ai fini della valutazione dell’area resistente di cui alla
   lettera l) si prendono in considerazione per la verifica del generico piano
   esclusivamente le porzioni di muri che presentino continuità verticale dal
   piano oggetto di verifica fino alle fondazioni” (lettera i).
Si tenga altresì presente che la verifica dettata alla lettera l):

(con: 

 N = 

carico verticale totale relativo al piano in esame; 

 A =

area totale, al netto delle aperture, dei muri resistenti al piano in esame; 

 =

tensione base ammissibile della muratura, prevista, per le varie classi di resistenza caratteristica a compressione della muratura)

“deve essere effettuata, di regola, per i muri del piano più basso dell’edificio nonché per i muri di ogni piano quando l’incidenza delle aperture risulti superiore a quella relativa al piano inferiore”.

 

Per zona non sismica, è importante conoscere la dislocazione esatta delle aperture per il calcolo dell’inflessione dovuta alla snellezza. Il D.M. 14 gennaio 2008, infatti, al p.to 4.5.6.2 prescrive che “se un muro trasversale ha aperture, si ritiene convenzionalmente che la sua funzione di irrigidimento possa essere espletata quando lo stipite delle aperture disti dalla superficie del muro irrigidito almeno 1/5 dell’altezza del muro stesso (…)”.
Per zona sismica, sempre lo Decreto, al p.to 7.8.2.1 prescrive che, oltre ai criteri definiti nei punti 4.5.4.1 e 7.8.1.4, “le costruzioni in muratura ordinaria debbono avere le aperture praticate nei muri verticalmente allineate. Se così non fosse, deve essere prestata particolare attenzione sia alla definizione di un adeguato modello strutturale sia nelle verifiche, in quanto il disallineamento delle aperture comporta discontinuità ed irregolarità nella trasmissione delle
azioni interne. In assenza di valutazioni più accurate, si prendono in considerazione nel modello strutturale e nelle verifiche esclusivamente le porzioni di muro che presentino continuità verticale dal piano oggetto di verifica fino alle fondazioni”.

 

A conclusione di questa breve analisi, consigliamo la lettura del quesito 13/12/2007 e del quesito 17/12/2007 della sezione Dettagli del progetto esecutivo.

 

 

Ufficio Tecnico Ferriere Nord

 

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