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Domanda 


In merito alla definizione di "variante che modifica sostanzialmente gli effetti delle azioni sismiche", chiedo se per un edificio civile intelaiato in c.a. gettato in opera (composto da un piano interrato, con muri esterni in c.a. e pilastri interni, due piani fuori terra con solai e copertura in laterocemento, superfice in pianta di circa 70 mq, zona sismica di II cat. regione Emilia Romagna, calcolato con il D.M. del 1986, realizzato nel 1995996) sia giustificato affermare che l'aumento di spessore del 1° solaio Bausta, sul piano interrato, da 20+4 a 24+4 cm, debba ritenersi variante sostanziale e quindi si debba presentare una nuova pratica sismica e architettonica prima della variazione. L'aumento di carico è di 25-26 kgm2 pari al 4-5% del totale, a cui corrisponde un aumento di azione statica equivalente orizzontale di 1,75 kgm2 e totale di piano pari a circa 150 kg, che va ad incidere su un cantinato con muri in c.a.



Risposta 


Il D.M. 14 gennaio 2008 prescrive l’obbligo della valutazione della sicurezza, e qualora sia necessario all’adeguamento della costruzione (p.to 8.4.1), quando si intenda “apportare variazioni di classe e/o destinazione d’uso che comportino incrementi dei carichi in fondazione superiori al 10%; resta comunque fermo l’obbligo di procedere alla verifica totale delle singole parti e/o elementi della struttura, anche se interesano porzioni limitate della costruzione” (il D.M.’96 prescriveva un valore del 20% come limite inferiore dell’incremento dei carichi originari).


Ufficio Tecnico Ferriere Nord


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