Nuovo utente
Password dimenticata?

  Servizi Tecnici   
  Area abbonamento   
  Software Edilizia   
  Editoria tecnica   
  News   
  Applicazioni Strutturali   
  Appalti e Sicurezza   
  Quesiti tecnici   
  Bioedilizia   
  Links siti utili   
  Privacy Policy   


Ritorna

 

Domanda



Quali sono le tipologie di acciaio per calcestruzzi armati che sono stati impiegati per le costruzioni realizzate intorno agli anni 1930/40 in Italia? Siamo già all'impiego del Feb22k oppure si utilizzavano altre tipologie? E se si trattasse di altre tipologie, con quali caratteristiche meccaniche?


Risposta 


Negli Anni ’30-’40 le caratteristiche degli acciai erano stabilite dal Regio Decreto del 4 settembre 1927. Si faceva riferimento ad un acciaio che può essere duro, semiduro o dolce e venivano definite, per ciascuna tipologia, le caratteristiche meccaniche.
L’acciaio FeB22k viene introdotto molto più tardi dal D.M. 1980.

Di seguito si riporta l’evoluzione delle normative sul c.a. dal 1907 al D.M. 1980 portando in evidenza gli articoli in cui vengono specificate le caratteristiche degli acciai per c.a.


Regio Decreto 10 gennaio 1907 “Norme e condizioni per i materiali agglomerati idraulici e per le opere in cemento armato”.

Art. 8 – L’armatura da utilizzare nel conglomerato, dovrà essere composta da ferro omogeneo, liscio alla superficie. La resistenza alla rottura per trazione sarà compresa fra 3600 e 4500 kg/cm2. Vi è una limitazione inferiore sul coefficiente di qualità, il quale non dovrà essere minore di 900. Tutte le prove suddette si potranno sperimentare per ogni cento barre su tre saggi. Se uno di essi non soddisfa i criteri stabiliti si dovranno sottoporre ai test altri due nuovi saggi; qualora uno di questi ultimi desse esito negativo il materiale verrà rifiutato.
Art. 27 – Il ferro omogeneo non sarà sottoposto a sforzo di trazione o di compressione semplice (cioè senza pericolo di flessione laterale) superiore a 1000 kg/cm2 e ad 800 kg/cm2 per la sollecitazione a taglio.


Regio Decreto Legge 4 settembre 1927 n. 1981 “Nuove norme tecniche per l’accettazione degli agglomerati idraulici e l’esecuzione delle opere in conglomerato cementizio semplice ed armato”.

Art. 16 – La resistenza a rottura del ferro viene innalzata da 3600-4500 kg/cm2 a 3800-5000 kg/cm2. Il coefficiente di qualità sarà sostituito dall’allungamento a rottura che non dovrà mai essere inferiore rispettivamente al 27% e 21%.
Art. 18 – La tensione ammissibile del ferro omogeneo è al massimo 1200 kg/cm2 mentre al taglio 960 kg/ cm2.


Il Regio Decreto Legge del 16 novembre 1939 n. 2229 "Norme per l'esecuzione delle opere in conglomerato cementizio semplice o armato" tra l’altro introduceva il processo di controllo ed approvazione dei calcoli statici e del progetto da parte del Genio Civile e della Prefettura.

 


L'art.17 definisce l'armatura per il conglomerato affermando che può essere costituita da acciaio dolce (o omogeneo), o semiduro o duro*, in barre tonde prive di difetti; la lunghezza utile per la misura dell’allungamento percentuale di rottura deve essere 10 volte il diametro del provino.
In particolare per l'acciaio dolce (ferro omogeneo) si ha un carico di rottura per trazione compreso fra 42 e 50 kg/mm²; limite di snervamento non inferiore a 23 kg/mm²; allungamento a rottura non inferiore al 20%.
Per legatura o staffe di pilastri può impiegarsi acciaio dolce con carico di rottura compreso fra 37 e 45 kg/mm², senza fissare il limite inferiore di snervamento.
All'art.19 vengono poi forniti i carichi di sicurezza delle armature metalliche sollecitate a trazione che non devono superare 1400 kg/cm² per l'acciaio dolce, 2000 kg/cm² per l'acciaio duro e semiduro.
La tensione 1400 kg/cm² dell'armatura richiede poi l'impiego di un conglomerato con resistenza minima di 160kg/cm².

*: acciaio dolce (ferro omogeneo): carico di rottura per trazione compreso fra 4200 e 5000 kg/cm2, limite di snervamento non inferiore a 2300 kg/cm2, allungamento di rottura non inferiore al 20%;
acciaio semiduro: carico di rottura per trazione compreso tra 5000 e 6000 kg/cm2, limite di snervamento non inferiore a 2700 kg/cm2, allungamento di rottura non inferiore al 16%;
acciaio duro: carico di rottura per trazione compreso tra 6000 e 7000 kg/cm2, limite di snervamento non inferiore a 3100 kg/cm2, allungamento di rottura non inferiore al 17% (art.17).


Circolare 23 maggio 1957 n. 1472 “Armatura delle strutture in cemento armato”

Si riporta letteralmente:
«Per tutte le armature delle strutture in cemento armato possono essere impiegati soltanto acciai Aq 42, Aq 50, Aq 60 sia in tondo sia in forma speciale.
Per gli acciai in tondo, la tensione non deve superare il 50 % del carico di snervamento e, in ogni caso, i seguenti valori:


1400 kg/cmper Aq 42
1600 kg/cmper Aq 50
1800 kg/cm2  per Aq 60

Per gli acciai Aq 50 e Aq 60 le sollecitazioni sopra indicate possono adottarsi per diametri non superiori a 30 mm purchè si impieghi conglomerato almeno di classe R200 nel caso di sezione rettangolare, conglomerato di classe R250 nel caso di sezione a T.
Per gli acciai di forma speciale ad aderenza migliorata (ritorti, sagomati, ecc.) la tensione ammissibile non deve superare il 50% del carico di snervamento né il 40% del carico di rottura con la condizione che l’allungamento di rottura non sia inferiore al 12%.
La tensione ammissibile per detti acciai non deve inoltre superare il valore di 220 kg/cm2.
Si potrà superare tale valore fino a un massimo di 2400 kg/cm2 soltanto se nei calcoli si debba anche tener conto degli effetti delle variazioni termiche e del ritiro e se l’eventuale fessurazione del conglomerato non risulti di pregiudizio all’opera. In questo caso occorre sempre verificare che il valore di 2200 kg/cm2 non sia superato quando si prescinda da tali effetti.
Per tensioni fino a 2200 kg/cm2 si dovrà impiegare conglomerato almeno di classe R250. per tensioni fra 2200 e 2400 kg/cm2 si dovrà impiegare conglomerato di classe R350.
Tutte le prescrizioni date con precedenti circolari sono abrogate».


D.M. 30 maggio 1972 “Norme tecniche alle quali devono uniformarsi le costruzioni in conglomerato cementizio normale e precompresso”


Classifica gli acciai lisci in FeB22 e FeB32 ai quali corrisponde un limite superiore di tensione ammissibile di 1200 kg/cm2 e di 1600 kg/cm2, rispettivamente; quelli ad aderenza migliorata in  A 38, A 41, FeB44.


D.M. 26 marzo 1980 “Norme tecniche per l’esecuzione delle opere in cemento armato normale e precompresso e per le strutture metalliche”

Questo Decreto riporta le formule per il calcolo delle tensioni tangenziali di aderenza delle barre. Classifica, inoltre, gli acciai lisci in FeB22k e FeB32k ai quali corrisponde un limite superiore di tensione ammissibile di 1200 kg/cm2 e di 1600 kg/cm2, rispettivamente; quelli ad aderenza migliorata in FeB38k e FeB44k con rispettivamente valori ammissibili di 2200 kg/cm2 e 2600 kg/cm2, se controllati in stabilimento, oppure di 1900 kg/cm2 e di 2200 kg/cm2 per quelli non controllati.


Ing. Omar Burini
 

Copyright © 2001,2006 - Fin.Fer. S.p.A. - P.I. 00490250305 - Tutti i diritti sono riservati