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Si fornisce un’ulteriore precisazione in merito al quesito pubblicato nella sezione “Dettagli nel progetto esecutivo”e riguardante il giunto tra due fabbricati adiacenti in zona sismica ai sensi dell’O.P.C.M. 3274/2003 e s.m.i..

 

Il modo di procedere previsto dal D.M. 16/01/1996 è diverso da quello introdotto dall’O.P.C.M. 3274/2003 e s.m.i. (nel seguito chiamata OPCM 3274). Infatti il D.M. 16/01/1996 fornisce due strade alternative per la valutazione del giunto tra due edifici contigui (cfr. par. B.9 facente parte dei “criteri generali di progettazione”). La prima possibilità consiste nella valutazione analitica degli spostamenti degli edifici contigui e nella assunzione della distanza minima tra due edifici pari alla somma dei due spostamenti massimi alla stessa quota (ovvero considerando i fabbricati in perfetta opposizione di fase). La seconda possibilità (alternativa) consiste nella assunzione del giunto minimo ad una quota h (dal piano di spiccato delle fondazioni) pari ad h/100; tale seconda alternativa viene usata nel caso in cui non si abbia la possibilità di calcolare gli spostamenti (per esempio nel caso in cui uno dei due edifici sia esistente).
L’ OPCM 3274, ha invece cambiato ‘filosofia’ (cfr. ultimo capoverso del par. 4.2 dell’Allegato 2): ha sia eliminato la alternativa sia modificato alcuni valori numerici a seconda che entrambi gli edifici siano nuovi o che uno sia esistente.
Nel caso di due edifici nuovi la distanza minima tra essi deve essere non inferiore al valor massimo tra la somma degli spostamenti calcolati allo SLU ed il valore assunto pari ad h/100*a/0.35g.
Nel caso in cui uno dei due edifici sia esistente la distanza deve essere pari alla somma dello spostamento allo SLU calcolato dell’edificio nuovo con lo spostamento dell’edificio esistente assunto pari, per norma, a h/100*a/0.35g.
Per cui, nel caso di due edifici nuovi, il valore h/100*a/0.35g non vuole rappresentare un valor massimo (altrimenti la norma non imporrebbe il calcolo degli spostamenti) bensì, come ha indicato lo stesso ing.Capra nella risposta, un valore desunto dai casi più frequenti riscontrati in comuni edifici (infatti analoga limitazione, anche se non fattorizzata per il coeff. a/0.35g è presente nelle norme del passato tra cui il D.M. 16/01/1996).
Nel caso in cui uno degli edifici sia esistente l’OPCM 3274 è, correttamente, più restrittiva. Infatti, questa norma, cosciente della circostanza che la limitazione h/100*a/0.35g è solo un valore indicativo riscontrato in un certo numeri di casi, cosciente della aleatorietà dell’evento sismico e cosciente che se si parla di edifici (italiani) esistenti aumenta anche la aleatorietà dell’interpretazione del comportamento sismico (soprattutto con formulazioni approssimate), non fissa lo spostamento del singolo edificio esistente pari alla metà di h/100*a/0.35g (come ci si sarebbe potuti aspettare in base alla limitazione valida per edifici nuovi) ma lo assume pari alla totalità di h/100*a/0.35g.
Concludo aggiungendo che per quella che è la mia esperienza, nel caso di due edifici nuovi (‘abbastanza’ regolari) la relazione h/100*a/0.35g è più restrittiva della somma degli spostamenti solo per edifici molto bassi o ai primissimi piani di edifici ‘standard’ (sia per la forma propria della deformata dell’edificio sia perché, generalmente, ai primi livelli c’è una maggiore abbondanza di pareti soprattutto nel caso in cui ci siano piani interrati). Per cui penso che, nel caso di due edifici nuovi, il fattore a/0.35g, aggiunto dalla OPCM 3274, sia troppo basso; infatti il valore h/100 presente nel D.M. 16/01/1996, molto probabilmente, è desunto da campioni in zone di media e medio-bassa sismicità (e non alta sismicità come è stato assunto nella OPCM 3274). 

 

Prof.Fabrizio Palmisano

 

Link ai quesiti precedenti:  Dimensioni giunto sismico (1)
                                    Dimensioni giunto sismico (2)

 

 

 


 

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