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Domanda


Vorrei avere delucidazioni riguardo all'uso dell'acciaio AISI 316 L in ambiente marino, in particolare per la costruzione di accessori (come ancore, catene per ancore, grilli, ecc.) che sono immersi in acqua marina a tempo DETERMINATO. Vorrei anche sapere in quali condizioni si verifica la corrosione intergranulare sempre nell'AISI 316 L.


Risposta


L’impiego di acciaio inossidabile AISI 316L per elementi a diretto contatto con l’acqua di mare è una scelta errata. Infatti, in acqua fluente, senza fessure e saldature, l’AISI 316 si utilizza fino a un massimo di 1.000 ppm di cloruri (nel mare ci sono 19.000 ppm di cloruri). In presenza di fessure, sono impiegati solo per tenori di cloruri inferiori a 250 ppm. Nel mare inoltre, la presenza di batteri può stimolare inneschi di corrosione anche per tenori di cloruri inferiori a quelli riportati. Importante comunque è sapere il tempo di contatto, se qualche giorno, una settimana o un mese, dato che queste forme di corrosione hanno un tempo di innesco (o incubazione).  
Il fatto di usare un acciaio di tipo L (low carbon), riduce notevolmente il rischio di corrosione intergranulare.

 

Per approfondimenti si veda: P. Pedeferri “Corrosione e protezione dei materiali metallici”, Volume 2, Polipress, 2007, www.delporto.it

 


Prof. Fabio Bolzoni  – Prof. Marco Ormellese

 

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