Nuovo utente
Password dimenticata?

  Servizi Tecnici   
  Area abbonamento   
  Software Edilizia   
  Editoria tecnica   
  News   
  Applicazioni Strutturali   
  Appalti e Sicurezza   
  Quesiti tecnici   
  Bioedilizia   
  Links siti utili   
  Privacy Policy   


Ritorna

 

Domanda


Devo realizzare una protezione frangiacqua e vorrei farlo con delle doghe in corten A. Ho però i seguenti dubbi:

1) se dovessi fissare queste doghe su un telaio portante (anche esso in corten A con dei bulloni, posso utilizzare dei comuni bulloni zincati a caldo oppure devo utilizzare bulloni in acciaio inox al fine di evitare problemi di corrosione per effetto "pila"?

2) se queste doghe in corten A dovessero essere a contatto con delle copertine in rame, è possibile che si creino problemi di corrosione?

 

 

Risposta


È opportuno prima di tutto ricordare che l’acciaio corten (detto anche acciaio patinabile) è un lega di ferro che ha la proprietà di auto-proteggersi dalla corrosione, mediante la formazione di un film superficiale passivante a base di ossidi di ferro. Tale film si forma solo se sussistono ben determinate condizioni superficiali: esposizione all’atmosfera, alternanza di cicli di bagnamento (pioggia)/asciugamento, assenza di ristagni e/o contatti permanenti con acqua. Durante le fasi di formazione del film sulla superficie del corten è visibile la formazione di ruggine, indice appunto della formazione e crescita del film passivante. Tale film, a passivazione ultimata, avrà una colorazione marrone. Nel caso in cui questo film non si forma, l’acciaio corten si comporta come un comune acciaio al carbonio. Condizioni in cui il film sul corten non si forma sono: ristagni di acqua, ambienti con cloruri, acqua di mare, schermature, applicazioni di pitture subito dopo l’esposizione del corten all’atmosfera.
Nel caso specifico sarebbe quindi opportuno sapere se la struttura è a diretto contatto con l’acqua. Se così fosse la formazione del film è impedita. Inoltre bisognerebbe conoscere la tipologia di acqua (dolce, salata, …). I cloruri, infatti tendono a non formare un film protettivo.
L’utilizzo di bulloni zincati o in acciaio inossidabile potrebbe portare ad attacco galvanico (sul bullone nel primo caso, sulla piastra in corten nel secondo) se e solo se esiste dell’acqua a contatto con i due materiali metallici, per esempio in condizioni di immersione o con ristagno di acqua.
Si ricorda ancora che in condizioni di immersione il corten non si auto protegge, per cui si corrode come l’acciaio al carbonio.
In tal senso anche il contatto con il rame porta a corrosione galvanica del corten solo se esiste una soluzione acqua a diretto contatto con l’accoppiamento metallico.

 

Per approfondimenti si veda: P. Pedeferri “Corrosione e protezione dei materiali metallici”, Polipress, 2007, www.delporto.it


Prof. Fabio Bolzoni  – Prof. Marco Ormellese

 

Copyright © 2001,2006 - Fin.Fer. S.p.A. - P.I. 00490250305 - Tutti i diritti sono riservati