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Domanda


In un impianto di riscaldamento con tubazioni in rame, caldaia a metano, radiatori in alluminio e un radiatore in acciaio, funzionante da 5 anni ho inserito una caldaia a legna a fiamma rovescia e da allora si sono verificate corrosioni con perforazioni sul radiatore di acciaio e su diversi radiatori in alluminio. Siamo intervenuti con liquido filmante, con giunti dielettrici e sul conduttore di terra della caldaia a legna, in modo da tenere separata – elettricamente - la caldaia a legna dal restante circuito, ma la corrosione ancora non si arresta. Quali le cause e i possibili rimedi?

 

Risposta


I fenomeni di corrosione si manifestano sull’alluminio e sull’acciaio al carbonio poiché particelle di rame delle tubazione di rame, a monte dei radiatori, sono trasportate dall’acqua e si depositano sull’alluminio (o sull’acciaio). Si forma pertanto una coppia galvanica che stimola la corrosione del materiale metallico meno nobile (alluminio o acciaio al carbonio). La corrosione non è sicuramente dovuta a fenomeni di interferenza elettrica. La corrosione dipende anche dal tipo di impianto (aperto o chiuso). In impianti aperti, la presenza di ossigeno aumenta il rischio di corrosione. Infine bisognerebbe conoscere la composizione dell’acqua: il pH, la durezza, la presenza di cloruri, di bicarbonati. L’alluminio, per esempio, deve lavorare a contatto con acqua di pH compreso tra 6 e 8. Le acque dolci sono molto più aggressive delle acque dure.
Infine, l’osservazione della morfologia dell’attacco corrosivo può sicuramente facilitare la spiegazione del fenomeno osservato.

 

Per approfondimenti si veda: P. Pedeferri “Corrosione e protezione dei materiali metallici”, Polipress, 2007, www.delporto.it

 


Prof. Fabio Bolzoni – Prof. Marco Ormellese

 

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