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Domanda


Mi sono trovato al cospetto di depositi, probabilmente ferrosi, all'interno di un impianto di riscaldamento industriale di recente costruzione (2 anni).
Un tecnico che proponeva un trattamento con sostanze filmanti, ha asserito che ciò era frutto della corrosione causata dall'accoppiamento galvanico tra i vari metalli presenti (ghisa malleabile zincata, ottone, rame, acciaio inox). Spesso negli impianti vengono accoppiati questi differenti tipi di metalli. Tecnicamente sono accoppiamenti accettabili, nel senso che la cinetica della corrosione generalizzata resta comunque significativamente più elevata di quella da accoppiamento galvanico? Mi riferisco all'utilizzo soprattutto delle seguenti leghe-metalli, accoppiate in qualsivoglia modo: acciaio aisi 316; acciaio zincato; ottone; bronzo; rame.


Risposta


L’acciaio inossidabile, il bronzo, l’ottone e il rame non si corrodono in ambienti neutri in assenza di cloruri. L’acciaio zincato potrebbe invece subire un attacco dello zinco se nell’acqua è presente ossigeno o se il suo pH è inferiore a 5. Tra tutti i metalli citati, il meno nobile è l’acciaio zincato che potrebbe subire corrosione da accoppiamento galvanico: l’entità dell’attacco dipende dalla conducibilità della soluzione, dal suo potere incrostante, dalla sua salinità. La corrosione è trascurabile se: il potere incrostante è alto, la conducibilità (quindi la salinità) è bassa, la presenza di ossigeno è bassa.

 

Per approfondimenti, si veda:
P. Pedeferri “Corrosione e protezione dei materiali metallici”, Polipress, 2007,
www.delporto.it

 

Prof. Pietro Pedeferri – Prof. Marco Ormellese
 

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