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Domanda


Pannelli per vasche circolari prefabbricate in calcestruzzo armato vibrato. Per la fabbricazione delle vasche di cui sopra se si sostituisce l'armatura con fibre d'acciaio zincate, non essendo presente lo strato di copriferro per ridurre i fenomeni di corrosione, si ottiene una potrezione dalla corrosione comparabile ad uno strato di copriferro di 3 o 4 cm? Porgo un'altra domanda ancora: se oltre alle fibre d'acciaio si usasse calcestruzzo autocompattante, si può fare veramente a meno delle vibrazioni per rendere omogeneo e privo di bolle il tutto?

 

Risposta


La zincatura consente di contrastare la corrosione dell’acciaio quando il calcestruzzo subisce carbonatazione, in quanto riduce notevolmente la velocità di corrosione anche in calcestruzzo carbonatato umido. In presenza di cloruri, la zincatura consente, inoltre, di aumentare il tenore critico da 0.4-1% in massa rispetto al cemento, valori tipici delle armature ordinarie, fino a 1.2-1.5%; quindi la zincatura garantisce un modesto aumento della resistenza anche alla corrosione da cloruri. L’effetto della zincatura è stato studiato sulle barre d’armatura e si è visto che questa è efficace se lo strato di zincatura prodotto per immersione a caldo, presenta una parte esterna di almeno 10 micrometri costituita da zinco puro (non da leghe ferro-zinco).
Le osservazioni precedenti possono essere, in linea di principio, estese anche alle fibre zincate; tuttavia non sono a conoscenza di studi specifici al riguardo. Indicativamente credo che, se la zincatura delle fibre è paragonabile a quella delle armature zincate, si possa ritenere che le fibre zincate verranno rapidamente a contatto con calcestruzzo carbonatato nelle parti più superficiali, ma non dovrebbero subire seri fenomeni di corrosione (grazie alla presenza della zincatura). E’, tuttavia, assolutamente impossibile fare un paragone con un copriferro di 3 o 4 cm (anche perchè si dovrebbe sapere con quale calcestruzzo è fatto tale copriferro).
Ritengo, peraltro, che l’uso delle fibre zincate non sia consigliabile in ambienti contenenti cloruri (ambienti marini o uso di sali disgelanti), in quanto in prossimità della superficie si raggiungerebbero rapidamente tenori di cloruri sufficienti per innescare la corrosione sulle fibre; questo porterebbe almeno alla formazione di ruggine che macchierebbe sulla superficie. 

L’uso di un calcestruzzo autocompattante ben proporzionato e confezionato può consentire di evitare la vibrazione, in quanto l’aria tende spontaneamente ad abbandonare il getto. Tuttavia non è detto che elimini completamente le bolle d’aria; spesso, ad esempio, si possono trovare bolle d’aria sulla superficie contro cassero. Il risultato finale, oltre che dalla composizione del calcestruzzo autocompattante, dipende anche dalle modalità di getto (ad esempio, per ridurre le bolle d’aria è possibile gettare dal fondo del cassero) e dalla qualità del cassero. L’abbinamento di fibre di acciaio all’uso di un calcestruzzo autocompattante richiede, inoltre, di individuare una miscela che consenta un corretto scorrimento della miscela, senza segregazione del calcestruzzo o delle fibre durante il getto.


Prof. Luca Bertolini
 

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