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Costruzioni, Testo unico senza Eurocodici

Il contrasto tra Infrastrutture, Protezione civile e Ue rischia di vanificare l’impegno formativo degli ingegneri


DI GIANDOMENICO TONIOLO - Professore ordinario di Tecnica delle costruzioni del Politecnico di Milano


Il ministero dei Lavori pubblici (ora delle Infrastrutture a trasporti) da sempre si occupa della redazione a dell'aggiornamento delle norme tecniche nazionali sulle costruzioni. L'ultima edizione di queste norme risale al 1996 quando, con apposito decreto, si è aperta la porta all'Europa con il recepimento della prima versione provvisoria di alcuni Eurocodici.
* Una storia lunga. Circa quindici anni fa, peraltro, lo Stato aveva dato all'Uni - Ente nazionale di unificazione - iI compito di operare nell’ambito del Cen - Comitato europeo di normazione - per la redazione delle nuove norme europee per le costruzioni, fra queste includendo anche gli Eurocodici di progettazione strutturale. Da allora l'attività dei due organi, de1 ministero a dell'Uni, ha subito una progressiva divaricazione, tanto da dare 1'impressione che il primo operi contro il secondo.
In diverse sedi nazionali ed europee un qualche alto funzionario del ministero andava infatti ripetendo che gli Eurocodici non sarebbero mai sbarcati in Italia. E questo mentre alcune centinaia di esperti italiani lavoravano con impegno, sotto divisa Uni, nella redazione della versione definitiva degli Eurocodici stessi.
*La caduta del muro. Quella ostinazione Contro gli Eurocodici è stata cancellata dai successivi eventi, originati dal tragico crollo della scuola di San Giuliano, che ha scosso 1'opinione pubblica italiana. È subentrata la sensazione dell'inadeguatezza della vigente normativa sismica nazionale, che restava cocciutamente sorda nei confronti dei nuovi criteri di progettazione introdotti nei codici europei. La barriera contro 1' apertura europea delle norme nazionali è stata così infranta dall'improvvisa a inattesa comparsa dell'ordinanza 3274 del 23 matzo 2003 preparata dal dipartimento della Protezione civile ad anticipazione delle norme europee sulle costruzioni in zona sismica. L'effetto è stato deflagrante e si sono subito erette le barricate tra Guelfi a Ghibellini.
*Conflitti istituzionali. I fatti successivi mostrano infatti 1'accendersi di un incredibile conflitto tra organi dello Stato. Il ministero si è prontamente impegnato nella redazione di un Testo unico di norme tecniche, con l'intenzione di pubblicarlo prima che 1'ordinanza diventasse obbligatoriamente operativa. Quest'ultima dunque sarebbe risultata vana. cioè mai applicata. Non importa se migliaia di ingegneri si sono prodigati in appositi corsi di aggiornamento. Non importa se organi dello Stato si mostrano in lite fra di loro facendo a disfacendo in pochi mesi codici socialmente così importanti.
Parte allora la commissione norme del ministero che si affretta a mettere insieme i pezzi dell'ambizioso progetto denominato Testo unico. Il lavoro è fatto con grande fretta a sotto il più assoluto segreto. Nel suo cammino questa commissione abbatte ogni ostacolo che disturbi le sue scelte, compresa la commissione coordinata dal professor Luca Sanpaolesi che era stata incaricata della redazione degli annessi tecnici nazionali per il recepimento degli Eurocodici. E, finalmente, agli inizi di quest'anno, il progetto viene in qualche modo completato.
*Il nuovo Testo unico. Si arriva allora all'assemblea del Consiglio superiore, che il 30 marzo 2005 dà la sua approvazione. Il Testo unico, con le sue 405 pagine, era stato consegnato all'inizio della seduta. La sua conoscenza preventiva era esclusa, data l'assoluta segretezza mantenuta fino al giorno prima. L'approvazione dunque è avvenuta sulla fiducia, confidando su una commissione relatrice con alcuni membri dimissionari e sulla presentazione dei redattori che assicuravano trattarsi di un evento epocale che avrebbe dato all'Italia, per i prossimi cinquant'anni, un corpo normativo di grandissimo livello. Il giorno dopo, il Testo è apparso sul sito della Regione Toscana (www. rete. toscana. it) da dove gli ingegneri italiani si sono affrettati a scaricarlo.
In realtà il Testo unico non è di altissimo livello. Si sente che è stato redatto da un piccolo gruppo, che ha lavorato in tempi ristretti. Il confronto con gli Eurocodici, la cui redazione ha coinvolto per dieci anni molte centinaia di esperti di 25 Paesi, non regge. Il primo contiene diverse scelte del tutto personali estranee al pensiero internazionale. I secondi rappresentano la sintesi delle grandi tradizioni culturali che attraversano l'Europa e il mondo.
*Il mancato rapporto con gli Eurocodici. Ma l'aspetto più preoccupante è che il Testo unico esclude ogni correlazione con gli Eurocodici, nonostante che questi debbano diventare, in obbedienza alla direttiva Cee 89/106, la base dell'ordinamento normativo ufficiale italiano.
Se confermata, questa impostazione di chiusura verso gli Eurocodici porterà all'isolamento culturale e industriale, con grave danno per l'Italia. La nostra prassi progettuale sarà incompatibile con i grandi appalti. La nostra base normativa sarà estranea agli sviluppi della scienza. I nostri ingegneri resteranno isolati fra quelli dei venticinque Paesi della comunità. Le aggiornate conoscenze fornite dalle nostre università resteranno non applicabili in Italia. Agli occhi di molti Paesi, l'Italia apparirà come Paese di secondo piano fuori dalla competizione internazionale. L'industria della prefabbricazione, dovendo operare in ambito di marchio Ce, troverà grossi problemi nel suo operare.
*L'allarme delle categorie. Diverse associazioni di categoria hanno scritto al ministro avanzando queste forti preoccupazioni. Gli si ricorda come sia fondamentale l'esigenza nazionale che si proceda senza indugio al recepimento ufficiale degli Eurocodici seguendo le precise disposizioni delle linee guida della commissione europea, che prevedono di renderli applicabili subito in parallelo alle norme nazionali esistenti. Dopo il previsto «periodo di coesistenza» con le vigenti norme nazionali, «ogni preesistente specifica del sistema normativo che risulti in conflitto con la norma (europea) deve essere abrogata e l'ordinamento nazionale deve esser adattato per consentire il legittimi uso degli Eurocodici», con la precisazione che le parole «norme nazionali in conflitto vogliono dire norme il cui contenuto copre gli stessi argomenti degli Eurocodici». L'ordinanza originaria viene intanto aggiornata, dopo i risultati di una pubblici inchiesta, con l'ordinanza 3431 de 3 maggio 2005 (reperibile nel siti del Dipartimento
www.protezionecivile.it) che sposta i termini della sua entrata in vigore obbligatoria al prossimo 8 agosto. Del Testo unico non è ancora stato pubblicato il decreto applicativo.
Intanto i professionisti italiani, che saranno tra breve chiamati ad applicare le nuove norme di progettazione strutturale, restano nel più totale sconcerto, incapace di intravedere il loro destino nel turbine di Testo unico, ordinanza ed Eurocodici che ministero delle Infrastrutture, Protezione
civile e Commissione europea si contendono l'uno contro gli altri armato.
Certamente altri colpi di scena pioveranno sulla loro testa. E, come in precedenza, rassegniamoci, l’interesse del Paese sarà un optional che neppure sfiora la mente di alcuni influenti protagonisti.

 

 

Tratto da "Il sole 24 ore" del 18-07-2005

 

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