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Recepimento degli Eurocodici in Italia

 

Lo scorso 2 maggio la Commissione Ingegneria strutturale si è riunita presso la sede l'UNI. Tra gli argomenti all'ordine del giorno, la discussione sul programma di conversione degli Eurocodici da norme sperimentali (ENV) a norme europee definitive (EN). La situazione attuale vede 26 Eurocodici già approvati al Formal Vote, di cui 17 già pubblicati, e 5 sottoposti a voto formale. 

Nel corso della riunione è stata in particolare esaminata la delicata questione inerente il recepimento degli Eurocodici da parte delle Autorità nazionali ed è stata presa la seguente risoluzione: 

"La Commissione di Ingegneria Strutturale prende atto con preoccupazione che sono stati interrotti i lavori della Commissione ministeriale incaricata di redigere le Appendici Nazionali agli Eurocodici. Gli Eurocodici, alla cui redazione e discussione questa Commissione ha contribuito per 15 anni con il lavoro di circa 200 specialisti dei diversi settori, stanno concludendo il loro programma con l’innegabile successo politico del Voto formale, che sancisce la convergenza scientifica e tecnica degli esperti di 25 Paesi dell’Unione Europea e 3 dell’EFTA. Sono disponibili i testi approvati di un insieme di norme di progettazione che copre l’intero spettro delle tecniche costruttive e dei criteri di progettazione. E’ la felice conclusione di un processo lungo e laborioso, come è naturale sia un processo di convergenza di numerose tradizioni e pratiche progettuali. Dal recepimento degli Eurocodici ci si può attendere un sensibile vantaggio “interno al sistema” con la libera circolazione dei progetti e dei prodotti e la libera concorrenza di prodotti e appalti di lavori. In Italia gli Eurocodici 2 e 3 sono già da nove anni un’alternativa consentita alla normativa nazionale. Tuttavia, un ultimo adempimento è attualmente richiesto alle Autorità nazionali, l’emissione di una Appendice in cui sono definiti i valori numerici dei Parametri di determinazione nazionale. Tali parametri sono sostanzialmente coefficienti di sicurezza, lasciati liberi per rispettare il diritto delle Autorità nazionali a controllare il livello di sicurezza. Se questo adempimento fosse ritardato, e venisse rinviato il recepimento degli Eurocodici, sarebbe notevole il danno all’economia nazionale, ma soprattutto all’Industria Italiana della Costruzione, che verrebbe esclusa dai grandi appalti internazionali all’ ”interno del sistema Europa”. Essa perderebbe anche gli attesi vantaggi “fuori dal sistema” che deriverebbero dal presentarsi con una efficiente e moderna normativa, comune all’interno di una grande Europa e armonizzata con tutti i prodotti da costruzione esportati da un così potente complesso industriale. La Commissione sente il dovere di segnalare i rischi che comporterebbero ritardi e atteggiamenti incerti, e raccomanda vivamente il recepimento degli Eurocodici, attesi da tutta la tecnica nazionale, con la messa in atto dei necessari provvedimenti legislativi".


Tratto dalla Newsletter di Edilportale del del 14.05.2005

 


 

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