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Decreto del Ministero dell’Interno del 9 maggio 2007
Direttive per l'attuazione dell'approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio.

 

Il 22 maggio 2007 è stato pubblicato nella G.U. n.117 il decreto del Ministero dell’Interno del 9 maggio 2007 recante “Direttive per l’attuazione dell’approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio”, che “…definisce gli aspetti procedurali e i criteri da adottare per valutare il livello di rischio e progettare le conseguenti misure compensative, utilizzando, in alternativa a quanto previsto dal decreto del Ministro dell'interno 4 maggio 1998, l'approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio, al fine di soddisfare gli obiettivi della prevenzione incendi.”
Il presente decreto entra in vigore il novantesimo giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (22 agosto 2007).

 

L’approccio ingegneristico, riferito ad insediamenti di tipo complesso o a tecnologia avanzata, ad edifici di particolare rilevanza architettonica e/o costruttiva, si può utilizzare:
a) per la individuazione dei provvedimenti da adottare ai fini del rilascio del certificato di prevenzione incendi nel caso di attivita' non regolate da specifiche disposizioni antincendio;
b) per la individuazione delle misure di sicurezza che si ritengono idonee a compensare il rischio aggiuntivo nell'ambito del procedimento di deroga di cui all'art.6 del D.P.R. 37/1998

 

La progettazione antincendio eseguita mediante l'approccio ingegneristico comporta la necessita' di elaborare un documento contenente il programma per l'attuazione del sistema di gestione della sicurezza antincendio (SGSA) tenuto conto che le scelte e le ipotesi poste a base del progetto costituiscono vincoli e limitazioni imprescindibili per l'esercizio dell'attivita'.
L'attuazione del sistema di gestione della sicurezza antincendio e' soggetta a verifiche periodiche da parte del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. La prima avviene in concomitanza con il sopralluogo finalizzato al rilascio del certificato di prevenzione incendi. Le verifiche successive hanno cadenza pari alla validita' del certificato di prevenzione incendi e, in ogni caso, non superiore a sei anni. 

 

Presso il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, è istituito l'Osservatorio per l'approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio al fine di favorire la massima integrazione tra tutti i soggetti chiamati all'attuazione delle disposizioni inerenti l'approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio. L'Osservatorio espleta attivita' di monitoraggio, adotta misure tese ad uniformare le modalita' attuative dell'approccio prestazionale al procedimento di prevenzione incendi nonche' fornisce i necessari indirizzi e supporto agli organi territoriali del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. 

 

Nel presentare la domanda di parere di conformita' sul progetto, la documentazione tecnica prevista dall'allegato I, lettera A), del D.M. 4 maggio 1998 deve essere integrata con quanto stabilito nell'allegato al presente decreto, ivi compreso il documento contenente il programma per l'attuazione delsistema di gestione della sicurezza antincendio (SGSA).
Nell'ambito del programma per l'attuazione del SGSA devono essere valutati ed esplicitati i provvedimenti presi relativamente ai seguenti punti: organizzazione del personale, identificazione e valutazione dei pericoli derivanti dall'attività, controllo operativo, gestione delle modifiche, pianificazione di emergenza, sicurezza delle squadre di soccorso, controllo delle prestazioni, manutenzione dei sistemi di protezione, controllo e revisione.

 

La dichiarazione di cui all'art. 3 del decreto del DPR n.37/’98 è comprensiva anche della dichiarazione in merito all'attuazione del programma relativo al sistema di gestione della sicurezza antincendio.
L'approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio e' caratterizzato da una prima fase in cui sono formalizzati i passaggi che conducono ad individuare le condizioni piu' rappresentative del rischio al quale l'attivita' e' esposta e quali sono i livelli di prestazione cui riferirsi in relazione agli obiettivi di sicurezza da perseguire. Al termine della prima fase deve essere redatto un sommario tecnico, firmato congiuntamente dal progettista e dal titolare dell'attivita', ove e' sintetizzato il processo seguito per individuare gli scenari di incendio di progetto ed i livelli di prestazione.
Definiti gli scenari di incendio, nella seconda fase dell'iter progettuale si passa al calcolo, e cioe' all'analisi quantitativa degli effetti dell'incendio in relazione agli obiettivi assunti, confrontando i risultati ottenuti con i livelli di prestazione gia' individuati e definendo il progetto da sottoporre a definitiva approvazione.
Restano ferme le responsabilita' in materia di prevenzione incendi a carico dei soggetti responsabili delle attivita' ed a carico dei soggetti responsabili dei progetti e della documentazione tecnica richiesta.

 

Di seguito si riportano alcuni punti fondamentali dell’allegato al decreto in cui vengono definite in modo più specifico le varie fasi dell’iter progettuale.

 

Prima fase: Analisi preliminare.

 

1. Definizione del progetto.
In questa fase viene definito il progetto al fine di identificare e documentare almeno i seguenti punti:
- eventuali vincoli progettuali derivanti da previsioni normative o da esigenze peculiari dell'attivita';
- individuazione dei pericoli di incendio connessi con la destinazione d'uso prevista;
- descrizione delle condizioni ambientali per l'individuazione dei dati necessari per la valutazione degli effetti che si potrebbero produrre;
- analisi delle caratteristiche degli occupanti in relazione alla tipologia di edificio ed alla destinazione d'uso prevista.

 

2. Identificazione degli obiettivi di sicurezza antincendio.
In questa fase sono identificati ed esplicitati gli obiettivi di sicurezza antincendio in conformita' alle vigenti disposizioni in materia di prevenzione incendi ed in relazione alle specifiche esigenze dell'attivita' in esame, ivi compresa la sicurezza delle squadre di soccorso.
Gli obiettivi servono quindi come capisaldi di riferimento per stabilire i livelli di prestazione.

 

3. Individuazione dei livelli di prestazione.
In relazione agli obiettivi di sicurezza individuati, il progettista deve indicare quali sono i parametri significativi presi a riferimento per garantire il soddisfacimento degli stessi obiettivi. I parametri possono includere, ad esempio, temperature massime dei gas, livelli di visibilita', livelli di  esposizione termica per le persone o per i materiali.
Successivamente devono essere quantificati i livelli di prestazione ossia devono essere definiti i valori numerici rispetto ai quali verificare i risultati attesi dal progetto. Tali valori possono essere desunti dalla letteratura tecnica condivisa tra cui si citano, a titolo esemplificativo e non esaustivo, la norma ISO/TR 13387, la norma BS 7974, il decreto del Ministro dei lavori pubblici 9 maggio 2001.

 

4. Individuazione degli scenari di incendio di progetto.
Gli scenari di incendio, che rappresentano la schematizzazione degli eventi che possono ragionevolmente verificarsi in relazione alle caratteristiche del focolaio, dell'edificio e degli occupanti, svolgono un ruolo fondamentale nell'ambito del processo di progettazione prestazionale.
L'identificazione degli elementi di rischio d'incendio che caratterizzano una specifica attivita', se condotta in conformita' a quanto indicato dal decreto del Ministro dell'interno 4 maggio 1998 e dal decreto del Ministro dell'interno 10 marzo 1998, permette di definire gli scenari d'incendio, intesi quali proiezioni dei possibili eventi di incendio. Nel processo di individuazione degli scenari di incendio di progetto, devono essere valutati gli incendi realisticamente ipotizzabili nelle condizioni di esercizio previste, scegliendo i piu' gravosi per lo sviluppo e la propagazione dell'incendio, la conseguente sollecitazione strutturale, la salvaguardia degli occupanti e la sicurezza delle squadre di soccorso.
A tal fine risultano determinanti, tra l'altro, le seguenti condizioni:
- stato, tipo e quantitativo del combustibile;
- configurazione e posizione del combustibile;
- tasso di crescita del fuoco e picco della potenza termica rilasciata (HRR max);
- tasso di sviluppo dei prodotti della combustione;
- caratteristiche dell'edificio (geometria del locale, condizioni di ventilazione interna ed esterna, stato delle porte e delle finestre, eventuale rottura di vetri, ecc.);
- condizioni delle persone presenti (affollamento, stato psico-fisico, presenza di disabili, ecc.).

 

Seconda fase: Analisi quantitativa.

 

1. Scelta dei modelli.
Il primo approccio progettuale consiste nella scelta dei modelli da applicare al caso in esame per la valutazione dello sviluppo dell'incendio e delle sue possibili conseguenze, nonche' per la valutazione delle condizioni di esodo. Il progettista, sulla base di valutazioni inerenti la complessita' del progetto, puo' optare tra i modelli che le attuali conoscenze tecniche di settore mettono a
disposizione.

 

2. Risultati delle elaborazioni.
L'applicazione del modello scelto all'opera in esame deve fornire una serie di parametri numerici che servono a descrivere l'evoluzione dell'incendio ed a consentire lo sviluppo della progettazione in termini di raggiungimento dei livelli di prestazione prefissati.
Il documento interpretativo per il requisito essenziale n. 2 "Sicurezza in caso d'incendio" della direttiva 89/106/CEE relativa ai prodotti da costruzione, puo' essere preso a riferimento per l'individuazione dei principali parametri che descrivono l'incendio.

 

3. Individuazione del progetto finale.
Al Comando provinciale dei vigili del fuoco deve essere presentato il progetto che e' stato verificato rispetto agli scenari di incendio prescelti e che soddisfa i livelli di prestazione individuati.

 

4. Documentazione di progetto.
Fatto salvo quanto previsto dall'allegato I al decreto del Ministro dell'interno 4 maggio 1998, la documentazione di progetto deve essere integrata:
· relativamente alla fase preliminare (prima fase), dal sommario tecnico firmato congiuntamente
dal progettista e dal titolare dell'attivita', ove e' sintetizzato il processo seguito per individuare gli scenari di incendio di progetto ed i livelli di prestazione;
· per quanto attiene la documentazione di progetto relativa alla fase di analisi quantitativa (seconda fase), e' richiesta una particolare attenzione alle modalita' di presentazione dei risultati in modo che questi riassumano, in una sintesi completa ed efficace, il comportamento del sistema per quel particolare tipo di analisi. L'esito dell'elaborazione deve essere sintetizzato in disegni e/o schemi grafici e/o immagini che presentino in maniera chiara e inequivocabile i principali parametri di interesse per l'analisi svolta. Di tali grandezze, unitamente ai diagrammi e agli schemi grafici, devono essere chiaramente evidenziati i valori numerici nei punti significativi ai fini della valutazione dell'andamento dei fenomeni connessi allo sviluppo dell'incendio, in relazione alla verifica delle condizioni di sicurezza necessarie. 

 

Nello specifico si devono fornire le seguenti indicazioni:
- modelli utilizzati: il progettista deve fornire elementi a sostegno della scelta del modello utilizzato affinche' sia dimostrata la coerenza delle scelte operate con lo scenario di incendio di progetto adottato;
- parametri e valori associati: la scelta iniziale dei valori da assegnare ai parametri alla base dei modelli di calcolo, deve essere giustificata in modo adeguato, facendo specifico riferimento alla letteratura tecnica condivisa o a prove sperimentali;
- origine e caratteristiche dei codici di calcolo: devono essere fornite indicazioni in merito all'origine ed alle caratteristiche dei codici di calcolo utilizzati con riferimento alla denominazione, all'autore o distributore, alla versione e alle validazioni sperimentali. Deve essere altresi' fornita idonea documentazione sull'inquadramento teorico della metodologia di calcolo e sulla sua traduzione numerica nonche' indicazioni riguardanti la riconosciuta affidabilita' dei codici;
- confronto fra risultati e livelli di prestazione: in funzione della metodologia adottata per effettuare le valutazioni relative allo scenario di incendio considerato, devono essere adeguatamente illustrati tutti gli elementi che consentono di verificare il rispetto dei livelli di prestazione indicati nell'analisi preliminare, al fine di evidenziare l'adeguatezza delle misure di protezione che si intendono adottare.
 

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