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Il Consiglio Nazionale dei Geologi impugna dinanzi al T.A.R. del Lazio il D.M. 14 gennaio 2008

 

Con delibera n. 42/2008 resa subito esecutiva, il Consiglio Nazionale dei Geologi ha deciso di impugnare dinanzi al T.A.R. del Lazio le Norme Tecniche per le Costruzioni  (D.M. 14 gennaio 2008) in quanto, secondo lo stesso Consiglio, il testo delle norme tecniche ha omesso “fondamentali attività conoscitive delle caratteristiche geologiche delle aree interessate dalla costruzione di opere di ingegneria civile, conoscenze che, invece, sono contemplate nei D.M. 14 settembre 2005, D.M. 11 marzo 1988, D.P.R. 554/99, D.Lgs. 163/06, O.P.C.M. 3274/03, Eurocodice C7.
Tali omissioni danneggiano non solo i geologi, estromessi da alcuni ambiti della progettazione pubblica e privata, ma anche i progettisti, perché privati delle acquisizioni geologico-tecnico ambientali. Si profila un danno degli interessi dell’intera collettività dal punto di vista economico, della sicurezza e delle risorse naturali ed ambientali.
Si rilevano altresì le difformità (secondo il Consiglio sarebbero oltre 220) tra il testo pubblicato e quello approvato dall’assemblea Generale del Consiglio superiore dei Lavori nelle Adunanze del 13 e 27 luglio 2007. Parte di esse riguardano le modifiche sostanziali e significative (modifiche di parametri quantitativi afferenti strutture, verifiche, sicurezza, ecc.), altre riguardano modifiche del testo; le rimanenti sono modifiche redazionali e di ortografia.
Queste modifiche risultano apportate in fase di emanazione dal Ministero delle Infrastrutture, quindi da organo diverso da quello preposto all’ordinamento per la redazione delle Norme Tecniche, quale l’Assemblea Generale del consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
La difformità sostanziale tra il testo approvato dall’Assemblea Generale del Consiglio superiore dei Lavori e quello pubblicato sulla G.U. n. 29 del 4 febbraio 2008 comporta anche gravi e insanabili vizi di adozione del provvedimento che invalidano lo stesso in toto inficiandolo di illegittimità radicale ed assoluta.
In conclusione, la sospensiva e l’annullamento eventualmente accordabili dal T.A.R. non darebbero luogo ad alcuna vacatio legis, poiché resterebbero in vigore le Norme Tecniche di cui al D.M. 14 settembre 2005 e tutta la precedente e/o successiva.

 

(Tratto dal sito del Consiglio Nazionale Geologi

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