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Monitoraggio del Centro Studi del consiglio Nazionale Ingegneri sui bandi pubblicati a novembre 2007: alcune considerazioni.

 

Da un monitoraggio effettuato dal Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri sui bandi pubblicati nel mese di novembre è emerso come non siano stati assimilati i cambiamenti introdotti dal Codice sulle regole per le gare di progettazione. Si registrano, infatti, procedure complicate e non necessarie, il mancato ricorso agli affidamenti in economia anche quando è possibile e soprattutto la richiesta anche ai progettisti delle cauzioni provvisorie e definitive previste per le gare di lavori pubblici.
In relazione ai dati di novembre, 178 bandi pubblicati, di cui 63 di appalto integrato e 14 di concorsi di idee e progettazione (per le procedure d’assegnazione il campo si è poi ristretto ai soli bandi di progettazione “pura” che sono 101), è emerso che la maggior parte delle stazioni appaltanti (85%) preferisce la procedura aperta rispetto a quella ristretta (più semplice e veloce) anche nel caso di incarichi molto piccoli (sotto i 20mila euro), nonostante la propensione del Codice degli Appalti per le procedure ristrette (l’art. 55 del D.lgs. 163/2006 specifica che le stazioni appaltanti utilizzano di preferenza le procedure ristrette quando il contratto non ha per oggetto la sola esecuzione, o quando il criterio di aggiudicazione è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa“).
Per quanto riguarda le tariffe, il 66% delle Amministrazioni utilizzano le indicazioni del “Decreto Bersani”, secondo cui i minimi tariffari previsti dal D.M. 2001 possono essere presi come riferimento per la determinazione della base d’asta. Gli altri si orientano liberamente.
Solo nel 20% circa delle gare si applica alla fonte la riduzione del 20% prevista per le amministrazioni pubbliche dal comma 12-bis dell’articolo 4 del Dl 65/1989. Questo dimostra come sia stata assecondata la raccomandazione delle Ministero delle Infrastrutture secondo la Circolare 16 novembre 2007: la riduzione non può essere imposta dalla stazione appaltante, ma deve eventualmente far parte del ribasso offerto dai concorrenti.
L’anomalia più evidente riguarda la richiesta delle cauzioni: cadono in quest’errore 14 bandi tra quelli con oggetto esclusivo i servizi di ingegneria che chiedono la provvisoria, mentre otto chiedono anche la cauzione definitiva pari al 10% dell’importo contrattuale. Tutto ciò stride con la presa di posizione dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici che nella delibera 51/2004 aveva escluso dalla cauzione tutte le gare di ingegneria.
Infine, dai dati raccolti su un campione limitato di aggiudicazioni (5 unità), si segnala che l’allarme degli operatori sui maxiribassi causati dalla liberalizzazione tariffaria non sembra, per il mese di novembre, giustificato. Dal documento del CNI, infatti, emerge che “nelle gare aggiudicate secondo il criterio del prezzo più basso, il ribasso effettuato si aggira intorno al 18%”. Quando la gara risulta con l’offerta economicamente più vantaggiosa si sale fino al 20%.

 

Tratto da Edilizia e Territorio n. 3 del 21-26 gennaio 2008
 

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