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Lettera dell’AIST al Ministro delle Infrastrutture

 

Riportiamo qui di seguito la lettera inviata dall’AIST in data 23 gennaio 2008 al Ministro delle Infrastrutture in seguito alla confusione normativa che si è venuta a creare in merito all’emanazione del Decreto-Legge 248/2007 (detto “Milleproroghe”) e prima della pubblicazione in data 4/02/08 delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni.
AIST è l’associazione di categoria che intende unire le forze delle software house italiane sviluppatrici di soluzioni informatiche tecniche.

 

“Egregio Sig. Ministro,
L’AIST, Associazione Italiana Software Tecnico, considerata la gravità della situazione che si è venuta a creare nelle procedure di approvazione della nuova normativa tecnica, ritiene di dover segnalare i disagi che si riscontrano nell’intera comunità dei professionisti che operano nel ramo delle costruzioni.
Dal 2003 ad oggi (dalla pubblicazione della OPCM 3274) sono state emanate diverse norme poi corrette, sospese e sostituite varie volte, creando un vuoto normativo, tant’è che a distanza di quasi cinque anni non si è riusciti ad emanare una normativa che metta i tecnici nelle condizioni di poter operare in modo chiaro. Le ultime difficoltà riscontrate in questi giorni per quanto riguarda la pubblicazione delle ulteriori modifiche ai testi già approvati con le conseguenti proroghe, non solo non risolvono il problema ma accentuano ulteriormente l’incertezza già ampiamente riscontrata.
Tale stato di confusione e incertezza generato da una norma tecnica poco chiara potrebbe inoltre portare all’elusione, involontaria, della stessa normativa, oltre a causare difficoltà nel ricercare la corretta applicazione in sede di verifica preventiva del progetto da parte delle autorità preposte al controllo, nonché in fase di collaudo e verifica delle responsabilità in capo ai professionisti ed altre figure a seguito di rovine, dissesti, incidenti, sciagure determinate da crolli ecc.
L’assenza di una corretta gestione, rischia, pertanto, di recare danni al “sistema” ingegneria nel suo complesso e, quindi, a buona parte dell’economia nazionale, visto che il settore delle costruzioni occupa circa il 9% del PIL e l’8% del profilo occupazionale italiano.
Nell’iter seguito nella stesura delle nuove normative antisismiche si è potuta notare la totale mancanza di considerazione del ruolo del calcolo automatico e delle finalità principali che le software house si propongono nel perfezionamento dei propri prodotti, che è quello di ausilio e di sostegno all’attività professionale.
Va sottolineato che la totalità dei progettisti usa, utilmente, procedure software di analisi e di disegno: la “interpretazione” della norma passa, quindi, necessariamente, attraverso i programmi di calcolo.
Per questo motivo parrebbe opportuno che le software house italiane venissero fatte partecipi del dibattito perché, non riconoscendo loro un ruolo attivo, si rischia di ottenere risultati non completamente aderenti allo spirito della norma, discordanti o, peggio, carenti.
Le software house italiane ritengono la mancanza di riconoscimento del ruolo del software una vera e propria emergenza in quanto attraverso esse, viene esclusa dal dibattito l’intera categoria di professionisti, coloro che sono tenuti a rispettare ed applicare le norme.
Nel momento in cui si proclama giustamente la necessità di ottenere prodotti di sempre maggiore qualità e affidabilità, risulta a chiunque evidente che tali obiettivi possono essere raggiunti soltanto con un adeguato, lungo e complesso lavoro preparatorio di analisi, elaborazione e messa a punto delle procedure.
Analizzando quanto accaduto recentemente e quanto si va prospettando, la pubblicazione di una nuova versione delle norme tecniche non può non tener conto, pertanto, dell’opportuno aggiornamento degli strumenti operativi e del necessario approfondimento conoscitivo da parte dei professionisti.
L’AIST esprime, quindi, la necessità che sia fatta al più presto chiarezza - in questo momento di vuoto normativo che ha causato la paralisi del settore della progettazione strutturale - attraverso la promulgazione di una legislazione chiara, precisa e che non dia adito ad eventuali dubbi interpretativi, in modo da essere appieno applicata e rispettata”.
 

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