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Alcune considerazioni sulle nuove norme tecniche per le costruzioni: le opinioni di regioni e associazioni del settore

 

Professionisti, costruttori e Regioni manifestano le proprie perplessità in merito all’entrata in vigore del Testo Unico delle norme Tecniche per le Costruzioni (D.M. 14 settembre 2005) il 31 dicembre 2007 e richiedono la proroga della fase transitoria del DM. ’05, fino al momento in cui la revisione del nuovo Testo unico non sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, poiché, in caso contrario, si paventerebbe il rischio del blocco delle attività di progettazione. Le difficoltà si sono estese anche al settore dell’edilizia privata, in quanto anche gli Uffici del Genio Civile sembrano non avere le idee chiare su quale normativa applicare.
Il Ministero delle Infrastrutture assicura che i tempi per la pubblicazione delle nuove norme tecniche saranno brevi e i tecnici del Ministero sostengono che non vi sia necessità di prorogare la fase transitoria del D.M. ’05.
Va sottolineato, però, che il nuovo testo entrerà in vigore solo dopo 30 giorni dopo la sua pubblicazione in Gazzetta.
Da quel momento entrerà in vigore il regime di sperimentazione dettato dall’art. 20 del “Milleproroghe”, secondo il quale per 18 mesi sarà possibile utilizzare sia la vecchia disciplina (D.M. ’05) sia il nuovo Testo per quel che riguarda l’edilizia privata; mentre per gli edifici d’interesse strategico o per opere infrastrutturali con funzionalità antisismiche, invece, si dovrà fare riferimento al nuovo Testo.
Ma ora che è entrato in vigore il D.M. ’05 si è creata altresì confusione su cosa si intenda per “normativa precedente”. Sulla base dell’art. 5, comma 2-bis, del D.L. 136/2004, richiamato dall’art. 20 del D.L. 248/2007, durante la fase transitoria è possibile applicare “la normativa precedente sulla medesima materia, di cui alla legge 5 novembre 1971, n. 1086, e alla legge 2 febbraio 1974, n. 64, e relative norme di attuazione”. C’è però chi mette in dubbio che il D.M. ’96, richiamato materialmente dalla norma riportata sopra, sia ancora in vigore, cancellato dall’entrata in vigore obbligatoria del D.M. ’05.
Vediamo in dettaglio quali sono state le reazioni di Regioni e Associazioni.
Le Regioni, attraverso la loro portavoce Maria Rita Lorenzetti, Presidente della Regione Umbria, il 4 gennaio scorso hanno inviato una lettera al Ministro delle Infrastrutture chiedendo di prorogare con un provvedimento d’urgenza di alcuni mesi il termine del 31 dicembre per evitare di arrivare al blocco delle progettazioni.
La Regione Emilia Romagna ha consigliato ai responsabili dei servizi tecnici di Bacino di temporeggiare, facendo presente l’attuale incertezza sul quadro normativo di riferimento attuale (Circ. 2 gennaio 2008, n. 38).
La Regione Toscana ha avvertito i tecnici che non si possono accettare progetti non redatti secondo il D.M. ’05 dal 1 gennaio 2008.
Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha inviato al Ministro delle Infrastrutture e al Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici la richiesta di riformulare l’art. 20 del D.L. n. 248/2007 “che sancisca in modo inequivocabile la proroga dell’applicazione del D.M. ’96 per la durata di 18 mesi”.
Il Centro Studi del CNI insiste per dimostrare che la proroga di 18 mesi a partire dal 31 dicembre 2007 riguardi una nuova fase sperimentale tra le norme del ’96 e quelle del 2005.
Il vicepresidente dell’OICE ha lanciato l’allarme sul blocco delle progettazioni, in quanto tutte le gare affidate dal primo gennaio potrebbero fermarsi.
L’ANCE, con nota n. 21 del 7 gennaio fornisce la sua interpretazione dell’art. 20 del D.L. 248/2007 e cioè che sancirebbe un nuovo periodo transitorio di 18 mesi a partire dal 31 dicembre 2007 in cui sarebbe possibile applicare il D.M. ’96 in alternativa al D.M. ’05, in quanto non sarebbero possibili altre interpretazioni logiche, perché avrebbero come conseguenza l’entrata in vigore del D.M. ’05, vanificando, quindi, “la necessità dello stesso articolo 20”.

 

Tratto da Il Sole 24 ore Edilizia e Territorio del 14/01/2008
 

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