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Deliberazione n.119 del 18 aprile 2007
Le Università non possono essere ammesse alle gare di appalto

 

L’Autority è stata chiamata ad esprimere un parare in merito ad una istanza presentata dal Servizio tutela ambienti naturali e fauna della Regione Friuli Venezia Giulia dopo che l’OICE aveva contestato il fatto che nel bando di una gara di un monitoraggio ambientale fosse contemplata la possibilità che fossero ammessi anche “raggruppamenti temporanei di Enti pubblici e privati, Università, dipartimenti universitari, istituti di ricerca”. A parere dell’Associazione, ai sensi dell’articolo 34 del d. Lgs. n. 163/2006, agli affidamenti di servizi possono partecipare solo i soggetti individuati dal medesimo articolo 34, unici soggetti rientranti nella definizione di “operatore economico”.

 

Il Consiglio con la deliberazione ha ritenuto che tali bandi di gara sono non conformi all’art.34 del D.Lgs. n.163/2006 nella parte in cui individuano, come soggetti ammessi alla procedura, gli Enti pubblici, le Università ed i Dipartimenti universitari.Infatti l’art.34 individua come soggetti cui possono essere affidati i contratti pubblici quelli che rivestono la qualifica di “operatore economico”, termine con il quale si intende l’imprenditore, il fornitore e il prestatore di servizi o un raggruppamento o un consorzio di essi. Ai sensi dell’art.3, comma 19, del decreto legislativo n.163/2006, nel novero di detti soggetti sono comprese le persone fisiche, le persone giuridiche, gli enti senza personalità giuridica (ivi compreso il gruppo europeo di interesse economico - GEIE) che offrono sul mercato la realizzazione di lavori o opere, la fornitura di prodotti, la prestazione di servizi.
Gli elementi sopra richiamati consentono di individuare il discrimen fra gli operatori economici e quei soggetti, quali gli Enti pubblici non economici, le Università ovvero i Dipartimenti universitari, non rientranti in tale categoria, in quanto rivestono una finalità diversa dall’attività economica, come noto rivolta alla produzione di ricchezza.

 

Si ricorda che l’Autority con la deliberazione n.83/2007 aveva ribadito che “stante il carattere tassativo dell'elenco dei soggetti aventi diritto ad essere affidatari di incarichi di progettazione, contenuto nell'art. 17 della legge 11 febbraio 1994 n. 109 e  s.m., risulta non conforme al dettato normativo l'affidamento di detti incarichi a dipartimenti universitari, fatta salva la possibilità per gli stessi di costituire apposite società in base all'autonomia riconosciuta alle Università dalla legge 168/1989.”
 

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