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Determinazione n.4 del 29 marzo 2007
Indicazioni sull’affidamento dei servizi di ingegneria ed architettura a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. 12 aprile 2006, n.163 e della legge 4 agosto 2006, n.248

 

Il decreto legge 223/2006 all’articolo 2, comma 1, ha disposto che “……sono abrogate le disposizioni legislative e regolamentari che prevedono, con riferimento alle attività libero professionali e intellettuali: a) la fissazione di tariffe obbligatorie fisse o minime ovvero il divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti;…..”.
In sede di conversione del suddetto decreto, da parte della legge 4 agosto 2006, n. 248, la disposizione è stata così modificata alla lettera a): l’obbligatorietà di tariffe fisse o minime ovvero …..”. Inoltre, è stata aggiunta al comma 2 del medesimo articolo 1, la seguente disposizione: “nelle procedure ad evidenza pubblica, le stazioni appaltanti possono utilizzare le tariffe, ove motivatamente ritenute adeguate, quale criterio o base di riferimento per la determinazione dei compensi per attività professionali”.
Invece l’art. 92, comma 2, ultimo periodo del Codice degli appalti (D.Lgs 163/2006), entrato in vigore il 1 luglio 2006, dispone che: “I corrispettivi sono minimi inderogabili ai sensi dell'ultimo comma dell'articolo unico della legge 4 marzo 1958, n. 143, introdotto dall'articolo unico della legge 5 maggio 1976, n. 340. Ogni patto contrario è nullo.” Disposizioni analoghe sono contenute nell’articolo 92, comma 4, nell’ultimo periodo del comma 3, dell’articolo 53, del Codice stesso.
L’Autorità ritiene che, poiché le due fonti normative citate, in antitesi fra loro, sono di pari grado, ma emanate in momenti diversi, questo conflitto deve essere risolto ricorrendo al criterio cronologico previsto dall’articolo 15, delle disposizioni preliminari del Codice Civile, dalla cui applicazione deriva che l’articolo 2, del D.L. 223/2006, convertito nella legge 248/2006 prevale sulle norme contenute nel D.lgs. 163/2006.

Per quanto riguarda l’importo stimato da porre a base di gara, l’Autorità ribadisce quanto affermato nella determinazione n.1/2006, circa la necessità che le stazioni appaltanti indichino nelle procedure di conferimento degli incarichi gli elementi essenziali della prestazione ed in particolare l’importo stimato. Per gli affidamenti di servizi di architettura ed ingegneria, le stazioni appaltanti possono legittimamente determinare il corrispettivo a base d’asta applicando il D.M. 4 aprile 2001 in quanto l’art.2 della legge 248/2006, indica quale criterio per l’individuazione di tale importo le vigenti tariffe “ove motivatamente ritenute adeguate”,“in ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all’importanza dell’opera e al decoro della professione”. 

In merito al ribasso mentre in presenza di tariffe minime stabilite per legge, le gare per gli affidamenti prevedevano il ribasso soltanto sulle spese per l’espletamento dell’incarico, con l’abolizione dei minimi tariffari, il ribasso riguarda ora l’intero importo della prestazione (onorario più le spese).
L’Autorità ritiene inoltre che la riduzione del 20% disposta dalla L.155/1989 non abbia più rilevanza alcuna in relazione al fatto che l’importo effettivo verrà stabilito dal mercato (in sede di gara). 

Le stazioni appaltanti possono affidare i servizi di ingegneria ed architettura sia con il criterio del prezzo più basso che con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, anche se tale ultimo criterio appare più indicato in relazione alla specificità ed alla complessità dei servizi in questione, la cui natura richiede spesso la valutazione aspetti qualitativi ed innovativi.
Per gli appalti di importo inferiore alla soglia comunitaria, è possibile procedere all’esclusione automatica delle offerte anomale individuate secondo il criterio previsto nell’articolo 86, comma 1, del Codice. Per gli affidamenti di importo superiore alla soglia comunitaria si deve invece sempre applicare la procedura di valutazione delle offerte anomale prevista dagli articoli 86-88, del Codice.

 

Con la determinazione n.4/2007  inoltre l’Autorità inoltre fornisce alcune indicazioni circa gli aspetti procedurali delle gare per i servizi di architettura ed ingegneria, a seguito dell’entrata in vigore del Codice.


I servizi tecnici di importo stimato inferiore a 100.000 euro possono essere affidati dalle stazioni appaltanti ai sensi dell’articolo 91, comma 2, del Codice, nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza e secondo la procedura negoziata senza pubblicazione di un bando di gara, previa selezione di almeno cinque operatori economici da consultare se sussistono in tale numero soggetti idonei; (vedere anche determinazione n. 1/2006;
Per i servizi tecnici di importo inferiore a 20.000 euro le stazioni appaltanti possono procedere mediante affidamento diretto previa indicazione dei servizi tecnici nel regolamento interno per la disciplina dell’attività contrattuale in economia.
 

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