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Domanda


Copertura lignea: il quesito che  sottopongo è relativo alle altezze massime da non superare in corrispondenza della gronda, e quindi quale piano di intradosso considerare (quello degli arcarecci o quello del puntone?)  Nella sezione in allegato, la cui copertura è costituita da travi portanti di falda e arcarecci in battuta (parallali alla linea di colmo) il cui estradosso è complanare all'estradosso della trave puntone, con un perlinato omogeneo superiore, se si dovesse assimilare questa copertura (così come è in sezione) ad un solaio in latero cemento (per il quale l'intradosso da considerare per le altezze massime è quello dei travetti tralicciati), i travetti tralicciati possono essere rappresentati, in questo caso, dalla trave puntone, e la caldana (partendo dal presupposto che le pignatte in un solaio in latero cemento di tipo A, quindi non collaboranti, hanno il solo scopo di uniformare l'intradosso del solaio) dal complesso arcarecci-perlinato, questo perchè gli arcarecci ed il perlinato, in un copertura lignea non possono essere disgiunti. Ritengo, quindi, che l'altezza interna nel punto basso della falda, sempre nel rispetto delle altezze massime da non superare e della relativa cubatura, è quella delle travi portanti di falda ovvero dei travetti tralicciati nel caso di una copertura in latero cemento.


Risposta 


Le norme edilizie riguardanti le volumetrie hanno a volte interpretazioni soggettive che variano da comune a comune.
Ritengo che l’interpretazione più condivisibile sia quella di considerare come livello inferiore della soletta di copertura l’intradosso dei travetti secondari costituenti gli arcarecci.
Con questa ipotesi, sicuramente cautelativa, i puntoni costituenti le travi principali verrebbero a costituire travi ribassate al di sotto della soletta.
E’ possibile sottoporre il quesito all’amministrazione comunale di competenza per una più certa interpretazione degli usi locali.


Ing. Roberto Capra
 

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