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Domanda 


Sto svolgendo una tesina sul problema della manutenzione invernale delle strade, in particolare sull'applicazione di composti chimici disgelanti; vorrei avere maggiori delucidazioni su come essi possono influire sulla corrosione delle infrastrutture.

 

Risposta


Disponiamo di queste informazioni: L'amministrazione federale americana (Ministero dei trasporti) ha organizzato un consorzio internazionale per promuovere le ricerche nel campo dei sistemi informativi in grado di prevedere le condizioni climatiche sulle strade.
Il consorzio, nato col nome di Aurora, comprende le organizzazioni dei trasporti, le università e altre strutture, con lo scopo di migliorare la manutenzione invernale delle strade.
Il lavoro di Aurora dovrà fornire le informazioni e le metodologie affinché gli addetti ai lavori possano impiegare in inverno la minima quantità di sale necessaria per mantenere la sicurezza della guida.
Uno studio di cinque anni, condotto sull'impatto ambientale dei sali messi sulla strada (cloruri di sodio, calcio, potassio, magnesio), ha concluso che tali sali entrano nell'ambiente attraverso l'acqua di fusione di neve e ghiaccio e attraverso i punti di accumulo della neve o dei sali stessi.
Sebbene non direttamente dannosi per la salute umana, i sali hanno una influenza negativa sull'ambiente acquatico, sulle piante e sugli animali. È per questo che uno degli scopi principali del consorzio Aurora consiste nel riuscire a minimizzare l'impiego dei sali in inverno.

 

Ing. Michele Moramarco


 

 

In presenza di umidità, il sale si scioglie e la soluzione salina che si forma può penetrare nel calcestruzzo. Ad esempio l'acqua piovana, ricca di cloruri, può scorrere lungo la struttura e, dove raggiunge la superficie del calcestruzzo (ad esempio al di sotto del manto di asfalto oppure nelle zone in cui percola, come i giunti), può penetrare al suo interno. La penetrazione dei cloruri nel calcestruzzo induce la corrosione localizzata sulle armature, quando si raggiunge un tenore critico (per strutture esposte all'atmosfera, questo tenore critico è dell'ordine di 0.4-1% rispetto al peso del cemento). Una volta innescato, l'attacco corrosivo può avanzare molto rapidamente e portare alla riduzione della sezione resistente dell'armatura o alla fessurazione del copriferro. La protezione della struttura può essere garantita in sede di progetto, attraverso la scelta della composizione del calcestruzzo (rapporto a/c, tipo di cemento) e dello spessore di copriferro; si può fare riferimento alla norma UNI EN 206-1 e all'eurocodice 2. E' opportuno inoltre prevedere un sistema di allontanamento delle acque che riduca al minimo il loro scorrimento sulla superficie del calcestruzzo. Nei casi più critici si può, inoltre, prevedere il ricorso a metodi di protezione aggiuntiva (ad esempio la prevenzione catodica oppure l'impiego di barre di acciaio inossidabile).

 

Prof. Luca Bertolini
 

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