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Domanda


 
Comunque essere RUP ha anche dei risvolti economici.
Quindi, l'ente nominando sempre il solito soggetto, non applica un omogeneità nei trattamenti economici e non solo, avere mansioni superiori può giovare alla "carriera", in questo modo si può ottenere il riconoscimento del livello superiore.
Il RUP deve essere per forza un funzionario? quindi livello D o anche istruttore/assistente e quindi livello C? fermo restando i 5 anni di anzianità e/o l'abilitazione.
Nel caso di appalti concorso, per esempio, oltre a liquidare la quota parte del 2% del RUP (stabilita dal proprio regolamento in 10%, 15%, 20%…ecc) Si liquida anche quella dei soggetti con compiti di "collaborazione"?



Risposta


Certamente la nomina di un unico RUP - anziché procedere ad una rotazione oppure alla creazione di specializzazioni - può generare proprio gli inconvenienti lamentati e “discriminazioni” vere e proprie, oltre che comportare dei danni economici. Peraltro, ripeto, si tratta di una scelta discrezionale.
Non esiste, nella normativa, alcun obbligo di uno specifico inquadramento contrattuale e ciò ha creato forti attriti in Enti in cui la nomina è avvenuta anche a livello C.
Peraltro, si “deve” liquidare l’ “incentivo” a tutti coloro (anche “amministrativi”: ad esempio, chi redige gli atti di gara e se ne assume la responsabilità) che “collaborano” sia con il RUP che con il progettista, il D.L., ecc. e ritengo che tale meccanismo sia stato creato proprio per evitare palesi disparità di trattamento. Basta verificare il contenuto della norma che cita espressamente “…nonché tra i loro collaboratori…” riferendosi anche al RUP. 
Certamente, le stazioni appaltanti usano due metri per versare il corrispettivo ai “collaboratori”: vi è chi li seleziona e limita la “collaborazione” a chi assume delle responsabilità “formalizzate” (ad es.: aiuto-progettista, redattore degli atti di gara, ecc.) e vi è chi allarga la “collaborazione” anche al personale subalterno meno responsabilizzato, secondo una visione più “sindacalizzata” dell’incentivo” (pissole somme vanno anche a chi prepara le copie, ecc.). Personalmente ritengo che lo “spirito” dell’incentivo sia nel senso di riconoscere le responsabilità effettive, pur dovendosi premiare tutti i collaboratori che tali responsabilità assumono nella preparazione degli atti.


Avv. Gianni Zgagliardich

 

 

 

Link a precedente quesito:

http://www.buildup.it/Portal/index.asp?location=Quesiti%20tecnici&section=Appalti%20lavori%20pubblici%20e%20privati&objCode=25765&template=

 


 

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