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Estratto dagli atti del 14° Congresso C.T.E. Mantova, 7-8-9 Novembre 2002


CRITERI INFORMATIVI DELLA NUOVA NORMA UNI SUL PROGETTO DEGLI ELEMENTI
STRUTTURALI IN CALCESTRUZZO FIBRORINFORZATO


MARCO DI PRISCO
Politecnico di Milano

CLAUDIO FAILLA
Magnetti Larco Building

GIOVANNI PLIZZARI
Università di Bergamo

GIANDOMENICO TONIOLO
Politecnico di Milano

 


SUMMARY

Since more than one year a group of the Sub - commission UNI/CIS/SC4 - Prefabrication has been working for the preparation of a standard on the structural design of elements made of steel fibre reinforced concrete. On june 2002, this group approved a first draft of the Standard with a complete definition of the basic criteria of structural design. In the mean time an experimental investigation has been started for the calibration of the parameters used to define the design models of the structural calculations.
This paper describes the main parts of the Standard, which refers to the basic criteria and re- sistance verifications.
The text is completed with other complementary chapters regarding the material qualification tests, the durability and serviceability verification and the execution rules. An ampIe final chapter is dedicated to the production control, following the recent criteria assumed for quality control in the new European harmonised standards of construction products.
For the moment the draft refers mainly to a type of continuing production of current elements, since the continuity of processes and controls is a condition to garantee the constancy of the material and the full reliability of its strength parameters, evaluated through statistical data analyses.


1. INTRODUZIONE

      Da più di un anno opera un gruppo di lavoro nominato dalla Sottocommissione UNI/CIS/SC4 - Prefabbricazione per la redazione di una norma sul calcolo strutturale di elementi in calcestruzzo rinforzato con fibre d'acciaio.
      Nel giugno 2002 il Gruppo ha approvato una prima bozza di norma che definisce in modo compiuto i criteri di base di un tale calcolo strutturale, restando strettamente correlata alla già esistente norma UNI CEMENTO [1], riferita alle prescrizioni sul materiale.
      Il lavoro ha fatto riferimento alla diverse normative nazionali esistenti in materia di calce- struzzo fibrorinforzato ed ai primi documenti in elaborazione in ambito europeo ed è il risultato di un vasto confronto sulle personali esperienze maturate dai membri del gruppo. A questo punto è stata avviata un'apposita indagine sperimentale volta alla calibrazione dei parametri utilizzati nel calcolo e riferiti al comportamento strutturale del materiale, così da poter coprire le incertezze e giungere ad una versione definitiva della norma con piena affidabilità delle sue regole.
      Nel seguito sono descritte le parti più importanti della norma, che si riferiscono ai criteri di base ed alle verifiche di resistenza. Il testo è completato da altri capitoli complementari che riguardano le prove di qualificazione del materiale, le verifiche in esercizio, la durabilità e le regole di esecuzione. A conclusione è riportato un ampio capitolo dedicato al controllo di produzione, conformato ai più recenti criteri sui sistemi di qualità che in ambito europeo si stanno applicando alle norme armonizzate sui prodotti da  costruzione.
      Al momento la norma è principalmente orientata su di un tipo di produzione continuativa di elementi di serie, essendo la continuità dei processi e dei relativi controlli una condizione per garantire la qualità del materiale e la piena affidabilità dei suoi parametri di resistenza, valutati attraverso elaborazioni statistiche dei dati. In un secondo momento, con l'auspicabile coinvolgimento di altre competenti commissioni dell'UNI, si potrà estendere la norma al calcolo di prodotti occasionali o strutture in esemplare unico.


2. CRITERI DI BASE

2.1 GENERALITÀ

      Con riferimento al suo comportamento strutturale, le principali proprietà del calcestruzzo rinforzato con fibre d'acciaio dipendono in primo luogo dalle caratteristiche dei materiali componenti e dai loro dosaggi nella miscela. In particolare dipendono da:

- geometria delle fibre;

- caratteristiche meccaniche delle fibre;

- contenuto specifico di fibre;

- caratteristiche meccaniche del calcestruzzo di base;

- massima dimensione e distribuzione granulo - metrica dell'aggregato;

- consistenza della miscela fresca.

      Queste caratteristiche sono governate dalle scelte iniziali sulla composizione del calcestruzzo rinforzato con fibre d'acciaio e conducono a delle sue proprietà intrinseche generali che, nella presente norma, vengono chiamate "proprietà nominali" e che sono riferite a provini e prove normalizzati, indipendenti dalla specifica applicazione strutturale.

      Quando posto in opera, il calcestruzzo rinforzato con fibre d'acciaio acquista delle proprietà che vengono a dipendere anche da alcuni fattori legati alla tecnologia esecutiva ed alle caratteristiche dimensionali della struttura. In particolare dipendono da:

- grado di dispersione delle fibre nella miscela;

- aderenza tra fibre e calcestruzzo di base;

- forma e dimensioni caratteristiche della struttura;

- direzione ed avanzamento del getto;

- modalità di compattazione del getto;

- possibile anisotropia del rinforzo fibroso;

- modalità di maturazione del getto.

      Queste caratteristiche esecutive del calcestruzzo rinforzato con fibre d'acciaio portano a delle sue proprietà particolari legate alla specifica applicazione (maggiore o minore omogeneità del contenuto di fibre, eventuali loro direzioni preferenziali,...), che nella presente norma vengono chiamate "proprietà strutturali". Tali proprietà sono riferite a campioni rappresentativi della struttura ed a prove correlate allo specifico funzionamento strutturale.
      Per quanto sopra, la norma in questione prevede che i parametri di resistenza da utilizzarsi nel calcolo vengano di volta in volta sperimentati su provini con dimensioni rappresentative delle strutture e sull'assetto della specifica applicazione, intendendoli quali proprietà strutturali.
      La norma infine, nelle sue regole di verifica strutturale, fa affidamento alla principale proprietà del calcestruzzo rinforzato con fibre d'acciaio: la "tenacità" (resistenza opposta dal materiale all'avanzamento del processo di frattura per effetto della sua capacità di dissipare energia di deformazione in regime di post - fessurazione). Questa proprietà può essere ottenuta qualora la composizione del calcestruzzo porti ad una rottura con sfilamento delle fibre dal calcestruzzo di base, senza una precoce rottura delle fibre stesse. La verifica della necessaria tenacità va quindi effettuata, con prove preliminari ed in corso di produzione, sulla base degli appositi parametri delle curve carico - deformazione, rilevate secondo i criteri esposti nel testo.


2.2 CARATTERIZZAZIONE DEL MATERIALE

      Le proprietà del calcestruzzo fibrorinforzato, confezionato per uno specifico impiego strutturale, vanno determinate con apposite prove di caratterizzazione condotte sia preliminarmente che nel corso della produzione, secondo le procedure previste per il controllo di qualità al quale è dedicato uno speciale capitolo delle norme.
      Vengono distinti due tipi di caratterizzazione del calcestruzzo fibrorinforzato indurito:         
- caratterizzazione basata sulle proprietà nominali;
- caratterizzazione basata sulle proprietà strutturali.
      Le proprietà nominali del calcestruzzo fibrorinforzato indurito vengono determinate su provini normalizzati, realizzati e maturati in laboratorio in condizioni controllate, attraverso prove condotte secondo metodi normalizzati, come precisato in [1].
      Il calcestruzzo fibrorinforzato è classificato con riferimento alle proprietà nominali, secondo quanto precisato al capo 4 di [2] dove, oltre alla classe di consistenza della miscela fresca, sono elencate le seguenti grandezze:
- resistenza a compressione;
- resistenza di prima fessurazione (per flessione),
- indici di tenacità.

      Le proprietà strutturali del calcestruzzo fibrorinforzato si riferiscono al materiale effettiva- mente realizzato nella struttura e si determinano su conci ritagliati dalla struttura medesima o su provini della stessa dimensione significativa e nello stesso assetto che nella struttura e maturati nello stesso ambiente.
      I parametri di resistenza a compressione (fFk), a trazione (fFtk), a flessione (fFtfk), necessari per le verifiche di resistenza della struttura, vanno intesi quali proprietà strutturali e determinati con prove condotte come qui sopra specificato.


2.3 CRITERI DI APPLICAZIONE

      Ai fini delle applicazioni strutturali del calcestruzzo fibrorinforzato si distinguono tre tipi di comportamento (fig. 1 ):
- tipo A: comportamento degradante (softening);
- tipo B: comportamento incrudente (hardening);
- tipo C: comportamento sovraresistente (over-resistant).

      Questa classificazione si basa sulle proprietà strutturali del calcestruzzo fibrorinforzato, così come evidenziate dal diagramma carico - deformazione (P-S) di prove a flessione od a trazione.


Fig. 1 Tipici diagrammi carico - spostamento ottenuti da prove di flessione o trazione

      In Figura 1 sono rappresentati detti diagrammi dove si è posto:
- d  spostamento imposto al provino nella prova di flessione o di trazione;

- P  carico corrispondente a d;

- PI  carico di prima fessurazione del calcestruzzo fibrorinforzato ;

- d1  deformazione corrispondente a PI;

- Pmax  carico massimo raggiunto dopo la prima fessurazione;

- du  deformazione corrispondente a Pmax;

- Peq  carico post-picco equivalente (calcola- bile come valore medio nell'intervallo 3 dI e 5 dI;

- dd  deformazione limite di calcolo richiesta per il calcestruzzo fibrorinforzato;

- Pres   carico residuo del tratto discendente finale corrispondente a dd (calcolabile come valore medio nell'intervallo 0,8 dd e 1,2 dd).

      Per i tipi A e B il carico di prima fessurazione si pone in corrispondenza del picco del tratto iniziale di primo carico ed è molto simile con la resistenza a trazione della matrice [3].

Comportamento degradante

     
Il tipo A è caratterizzato da diagrammi P-d con andamento post-picco sempre decrescente o con rapporti Pmax/Peq < 1,05.
      Per gli impieghi strutturali previsti dalla presente norma dovrà risultare, per lo specifico stato di sollecitazione:

Peq / 0,5 PI

Pres / 0,3 PI

altrimenti nelle verifiche di resistenza va trascurata la resistenza a trazione del calcestruzzo fibrorinforzato.

Per il tipo A la resistenza a trazione, così come definita nel seguito, può essere tenuta in conto nelle verifiche di resistenza degli elementi limitatamente alle situazioni strutturali iperstatiche che forniscano un controllo alle deformazioni delle sezioni critiche nell'ipotesi di una loro fessurazione precoce.
Le situazioni iperstatiche previste dalla presente norma sono:
- piastre inflesse dove l'estensione piana ed il flusso bidirezionale degli sforzi può ovviare una eventuale fessurazione precoce locale;

- anime di elementi a trave soggette a taglio dove possibili fessurazioni precoci locali non compromettono la resistenza globale;

- elementi o parti di elementi soggetti a trazione, provvisti anche di armature tradizionali capaci di compensare la caduta di sforzo del calcestruzzo fibrorinforzato con il loro contemporaneo prevalente incremento di sforzo.

Comportamento incrudente

      Il tipo B è caratterizzato da un diagramma P-d con andamento che mostra, dopo una prima caduta post-picco, una ripresa del carico fino ad un massimo, con Pmax/Peq / 1,05, seguito dal tratto discendente finale. Sono assimilati al tipo B anche i comportamenti sempre crescenti tra PI e Pmax con Pmax/PI < 1,05. Dovrà ancora risultare du / dd, altrimenti il calcestruzzo fibrorinforzato è declassato al tipo A.
      Per gli impieghi strutturali previsti dalla presente norma dovrà risultare, per lo specifico stato di sollecitazione,

Peq / 0,5 PI

altrimenti nelle verifiche di resistenza va trascurata la resistenza a trazione del calcestruzzo fibrorinforzato.
      Per il tipo B la resistenza a trazione, così come definita nel seguito, può essere tenuta in conto nelle verifiche di resistenza degli elementi in qualsiasi situazione strutturale.


Comportamento sovraresistente 

Il tipo C è caratterizzato da diagrammi P-d con andamento sempre crescente, anche dopo il limite di prima fessurazione, fino ad un massimo con Pmax/PI / 1,05 al quale fa seguito il tratto discendente finale. Dovrà risultare du / dd, altrimenti il calcestruzzo fibrorinforzato è declassato al tipo A.
Per il tipo C la resistenza a trazione del calcestruzzo fibrorinforzato, può essere tenuta in conto nelle verifiche di resistenza degli elementi in qualsiasi situazione strutturale.

Deformazione limite

Di norma, salvo maggiori esigenze espressamente indicate nel progetto, la deformazione limite richiesta per l'impiego strutturale del calcestruzzo fibrorinforzato dovrà essere almeno pari a

 dd  = 15 dI

essendo dI la deformazione corrispondente al carico di prima fessurazione (Fig. 1).

 

3. VERIFICHE DI RESISTENZA

3.1 RESISTENZA DI CALCOLO

      l valori di calcolo dei parametri di resistenza si determinano a partire dai valori caratteristici, dedotti da prove condotte come specificato nel par. 2.2 su una adeguata campionatura di calcestruzzo fibrorinforzato, con:

fFd = fFk/gc
fFtd = fFtk/gF
fFtfd = fFtfk/gF
f1td = f1tk/gF
f1tfd = f1tfk/gF

dove il coefficiente gc a compressione è lo stesso della matrice e si deduce da 2.4.2.4 di [4] ed il coefficiente gF a trazione è posto

gF = 1,35

      Il valore di gF necessita però di ulteriori indagini. In mancanza di una sua sperimentazione diretta, per la resistenza strutturale a compressione si può assumere quella nominale del calcestruzzo fibrorinforzato o della matrice.


Parametri di resistenza del tipo A
      Con riferimento alle prove di trazione e di flessione indicate in Figura 2, per il comportamento degradante tipo A si ha:

f1t = Peq/bh                         resistenza iniziale a trazione;

f1tf = (Peql) / (bh2/6)            resistenza iniziale a flessione;

fFt = Pres/bh                        resistenza a trazione;

fFtf = (Presl) / (bh2/6)            resistenza a flessione;


dove Pres e Peq sono definiti in 2.3 ed h è la dimensione significativa che deve coincidere, a meno di 6 0,25 h0, con la corrispondente dimensione strutturale ho a cui fa riferimento.


Fig. 2 Schema di prove a trazione e flessione

 

Parametri di resistenza del tipo B

Con riferimento alle prove di trazione e di flessione indicate in Figura 2, per il comportamento incrudente tipo B si ha:

f1t = Peq/bh                      resistenza iniziale a trazione;

f1tf = (Peql) / (bh2/6)          resistenza iniziale a flessione;

fFt = Pmax/bh                    resistenza a trazione;

fFtf  = (Pmaxl) / (bh2/6)       resistenza a flessione;


dove Peq e Pmax sono definiti nel par. 2.3 ed h è la dimensione significativa che deve coincidere, a meno di 6 0,25 h0, con la corrispondente dimensione strutturale (h0) a cui fa riferimento.


Parametri di resistenza del tipo C
      Con riferimento alle prove di trazione e di flessione indicate in Figura 2, per il comportamento sovraresistente (tipo C) si ha:

f1t = PI/bh                       resistenza iniziale a trazione;

f1tf = (PIl) / (bh2/6)          resistenza iniziale a flessione;

fFt = Pmax/bh                   resistenza a trazione;

fFtf  = (Pmaxl) / (bh2/6)     resistenza a flessione;


dove PI e Pmax sono definiti in 2.3 ed h è la dimensione significativa che deve coincidere, a meno di 6 0,25 h0, con la corrispondente dimensione strutturale a cui fa riferimento.


3.2 SEZIONI CON SFORZI NORMALI

      Le sezioni rette di elementi alti a trave in calcestruzzo fibrorinforzato, con eventuali armature lente e/o pretese, sotto l'azione di sforzi assiali e momenti flettenti, vengono analizzate con le seguenti ipotesi:
- le sezioni si deformano rimanendo piane;

- vi è perfetta aderenza tra armatura e calcestruzzo fibrorinforzato;

- il calcestruzzo fibrorinforzato si comporta secondo leggi costitutive s-e i cui parametri sono appositamente sperimentati;

- gli acciai d'armatura e di precompressione si comportano secondo le proprie leggi costitutive s-e.

      Per elementi alti si intendono quelli per i quali non si fanno prove di flessione su provini a tutta altezza.

      Le leggi costitutive dei materiali sono comprensive dell'ipotesi di rottura in termini di deformazioni al limite ultimo.
      In mancanza di rilievi sperimentali diretti, per il calcestruzzo fibrorinforzato a compressione si possono assumere i modelli s-e dati per la matrice in 3.1.7 di [4].
      Per il calcestruzzo fibrorinforzato a trazione si assumono i modelli s-e descritti in Figura 3a per il tipo A e in Figura 3c per i tipi B e C, dove si è posto

e1 = f1td / EFm

mentre la deformazione ultima eFu a rottura si deduce da

eFu = dd / lcs      per il tipo A

eFu = du / lcs      per i tipi B e C


dove l'allungamento du è misurato da apposite prove, mentre Ics = If/2 avendo indicato con IF la lunghezza delle fibre. In via approssimata si possono assumere i modelli s-e semplificati delle Figure 3b-d dove:

                                                      f = fFtd [ f1td    per il tipo A

                                                      f = f1td            per i tipi B e C



Fig. 3 Modelli s-e per il fibrorinforzato a trazione


      Per gli acciai d'armatura e di precompressione si assumono i modelli s-dati in 3.2.3 e 3.3.3 di [6].
      La Figura 4 si riferisce all'analisi della sezione secondo le ipotesi sopra specificate, analisi dalla quale viene dedotto il valore del momento resistente per la verifica allo stato limite ultimo.


Fig. 4 Analisi della sezione


3.3 CAMPI CONTINUI DI SFORZO

Elementi senza armatura tradizionale

      Per elementi a lastra in fibrorinforzato soggetti a stato piano di sforzo, come le anime degli elementi a trave soggette a taglio, la verifica di resistenza si effettua con riferimento alle tensioni principali agenti nel punto più sollecitato (Fig. 5).
 Posto sx = nx/t , sy = ny/t e txy = nxy/t (Figura 5),


Fig. 5 Stato piano di sforzo

le tensioni principali sono date da:

      Nelle equazioni che seguono, s1 è il valore resistente della tensione principale considerata, s2 è il valore della tensione principale agente nella direzione ortogonale ed è intesa positiva se di trazione, negativa se di compressione.
      La resistenza a trazione del calcestruzzo fibrorinforzato si valuta con:
- comportamento degradante (tipo A):


- comportamenti incrudente e sovraresistente (tipi B e C)

s1 = fFtd

per - fFd [ s2 [ f1td

s1 = fFtd + f1td - s2

per f1td [ s2 [ fFtd

      La resistenza a compressione del calcestruzzo fibrorinforzato si valuta con:

sx = fFd

per - fFd [ sy [ fFtd

per tutti i tipi di comportamento.

3.4 FLESSIONE DI PIASTRE SOTTILI

      Per elementi sottili a piastra in calcestruzzo fibrorinforzato soggetti a flessione (Figura 6), la verifica di resistenza si effettua con riferimento alla massima tensione s agente al bordo teso; tale tensione è calcolata con l'ipotesi di una distribuzione lineare a farfalla sullo spessore t della piastra stessa:

s = m / (t2/6) ¢ fFtfd

con m momento flettente agente sull'unità di larghezza.
      Per elementi sottili di piastra si intendono quelli per i quali si fanno prove di flessione su provini a tutto spessore.


Fig. 6 Elemento di piastra inflesso

Per un'azione contemporanea di due momenti flettenti mx e my agenti in direzioni ortogonali, posto:

sx = mx / (t2/6)

sy = my / (t2/6)

la verifica si pone con


ove, nel caso di isotropia in piano della resistenza, si ha

fFtfxd = fFtfyd = fFtfd


3.5 PROBLEMI DI FATICA

      Dove richiesto, i prodotti devono possedere adeguata resistenza alla fatica, nei confronti cioè del processo di progressiva e permanente modifica strutturale interna dei materiali soggetti a sforzi ripetuti che può condurre ad una prematura rottura. 
      Il comportamento a fatica del calcestruzzo rinforzato con fibre d'acciaio dipende dal comportamento a fatica della matrice, delle armature tradizionali e dell'interfaccia fibra-matrice, oltre che dal livello tensione [26].
      La verifica della resistenza a fatica del calcestruzzo compresso e dell'acciaio teso può essere fatta utilizzando le regole riportate in [4].
      Si può ritenere che le fibre conferiscano un miglioramento della resistenza a fatica del calcestruzzo che si manifesta prevalentemente in presenza di sforzi di trazione.
Poiché la fatica è uno stato limite ultimo che si manifesta in presenza di carichi di esercizio, nelle verifiche è generalmente accettato il comportamento elastico della struttura e della sezione.

 

4. CONTROLLO DI PRODUZIONE

Nella bozza di norma si è rivolta particolare attenzione agli aspetti di controllo della produzione del calcestruzzo e del processo di produzione dei manufatti.
Innanzitutto è stabilito il criterio che la produzione di elementi strutturali realizzati con questa tecnologia potrà essere realizzata solo da aziende la cui attività sia certificata da un ente terzo accreditato assicurando la coerenza e il coordinamento  di tutte le fasi che dalla progettazione portano alla verifica di conformità del prodotto finito.
Il controllo di produzione si esercita sui seguenti livelli:

- Sistema qualità della produzione

- Controllo dei materiali elementari

- Controllo del calcestruzzo fibrorinforzato

- Controlli sul prodotto finito.

      In particolare per il controllo del calcestruzzo fibrorinforzato viene stabilito il criterio che la produzione possa essere avviata solo dopo l'esecuzione di prove preliminari di qualificazione del materiale tramite le quali determinare le caratteristiche meccaniche del materiale nelle effettive condizioni di impiego (vedi tabella 1).



      Viene poi indicato (vedi tabella 2) l'elenco delle prove da effettuare durante la produzione in modo da mantenerne i parametri sotto controllo e aggiornare i dati caratteristici del materiale nel tempo.
      L'insieme delle prove mette in condizione il produttore di tenere sotto controllo tutti i parametri, compresi quelli caratteristici per questo materiale, relativi alle caratteristiche di duttilità e di contenuto della fibra nella miscela.


Anche per il controllo del prodotto finito si è stabilito di realizzare prove preliminari su prototipi al vero fino a rottura prima di iniziare la produzione degli elementi strutturali.
Per i controlli continuativi sul prodotto finito sono stati individuate una serie di prove (riportate in tabella 3) finalizzate alla verifica sul prodotto finito delle caratteristiche nominali di progetto.


In particolare è stata indicata la necessità di verificare a campione la distribuzione delle fibre nei manufatti tramite microcarotaggi seconda una procedura messa a punto e riportata tra gli allegati della bozza di norma.


5. CONCLUSIONI

      Il calcestruzzo rinforzato si è dimostrato, negli studi sperimentali svolti in diverse parti del mondo negli ultimi trenta anni, un ottimo materiale per le applicazioni strutturali. I risultati sperimentali confermano sistematicamente i numerosi benefici che le fibre apportano alle strutture; tra questi, si può citare la significativa riduzione dell'apertura delle fessure con i conseguenti benefici in termini di durabilità della struttura. Inoltre, le fibre in acciaio sono in grado si sostituire, almeno parzialmente, l'armatura tradizionale [26- 27].
      La mancanza, a livello internazionale, di normative per la progettazione ed il controllo degli elementi in calcestruzzo fibrorinforzato è al momento uno dei principali ostacoli alla diffusione di questo materiale nella pratica costruttiva.
      Per questo motivo il gruppo di lavoro della Sottocommissione UNI/CIS/SC4- Prefabbricazione ha iniziato un lavoro volto alla preparazione di un documento che è brevemente riassunto nel presente lavoro. Il documento è ancora in fase di studio e le regole proposte sono attualmente oggetto di ulteriore verifica per la stesura della versione definitiva che costituirà delle linee guida che la comunità dei progettisti e dei costruttori avrà a disposizione.
      Il documento includerà delle appendici che mostreranno, relativamente alle applicazioni più significative, alcuni esempi di utilizzo delle regole di progettazione.


6. BIBLIOGRAFIA

[1] UNICEMENTO, "Calcestruzzo rinforzato con fibre di acciaio - parte I: Definizioni, classificazione e designazione - parte Il: Metodo di prova per la determinazione della resistenza di prima fessurazione e degli indici di duttilità", 2000 (in stampa).

[2] E07001291 Parte I: Definizioni, classificazione e designazione

[3] CANGIANO S., CUCITORE R., P LlZZARI G.A., "A new proposal for the evaluation of fracture properties of steel fiber reinforced concrete", 6th International Symposium on Utilization of High Strength/High Performance Concrete, König, G., Dehn, F., e Faust Eds., Lipsia, 16-20 Giugno, pp. 873- 886.

[4] CEN EN 1992-1-1, 2002: Eurocode 2 - Design of concrete structures - Part 1-1: generai rules and rules for buildings

[5] UNI EN 206-1, 2001: Calcestruzzo: specificazione, prestazione, produzione e conformità

[6] CEN EN 1990, 2002: Basis of structural design

[7] D.M. 16.01.96: Norme tecniche relative ai "Criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi"

[8] Circ. 04.07.96 n. 156M.GG./STC.: Istruzioni per l'applicazione delle "Norme tecniche relative ai criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi" di cui al D.M. 16.01.96

[9] CEN EN 13369, 2002: Common rules for precast concrete products

[10] CNR 10025/98: Istruzioni per il progetto, l'esecuzione ed il controllo delle strutture prefabbricate in calcestruzzo

[14] CEN EN 12390: Testing hardened concrete
[a] CEN EN 12390-1: Shape, dimensions and other requirements for specimens and moulds
[b] CEN EN 12390-2: Marking and curing specimens for strength tests
[c] CEN EN 12390-3: Compressive strength of test specimens
[d] CEN EN 12390-4, 1999: Compressive strength - Specifications for testing machines
[e] CEN EN 12390-5: Flexural strength of test specimens
[f] CEN EN 12390-6: Tensile splitting strength of test specimens
[g] CEN EN 12390-7: Density of hardened concrete

[15] D.M. 09.01.96: Norme tecniche per il calcolo, l'esecuzione ed il collaudo delle strutture in c.a., normale e precompresso e per le strutture metalliche

[16] UNSIDER E16.11.44.2,0: Fibre d'acciaio da impiegare nel confezionamento di conglomerato cementizio rinforzato.

[17] CNR-DT6/91: Comportamento di strutture in conglomerato cementizio fibrorinforzato

[18] RILEM 162- TDF, 2001: Test and design methods for steel fibre reinforced concrete -Recommendation on Uniaxial tension test for steel fibre reinforced concrete

[19] RILEM 162- TDF, 2002: Test and design methods for steel fibre reinforced concrete - Design of steel fibre reinforced concrete using s-w method: principles and applications

[20] CEB Bull. 213/214, 1991/93: CEB-FIP Model Code 1990

[21] P. CASANOVA, P. ROSSI: Analysis and design of steel fiber reinforced concrete beams, ACI Structural Journal1994 (5)

[22] M. DI PRISCO, C. FAILLA, R. FELICETTI, G. TONIOLO: Criteri progettuali di impiego strutturale del calcestruzzo fibrorinforzato in elementi precompressi prefabbricati per coperture, Giornate AICAP 1999

[23] J. WALRAVEN: Structural member design with new types of concretes; fibre-reinforced concrete, Studi e Ricerche, Scuola di perfez. Costruzioni in c.a. n. 20 1999

[24] C. FAILLA, L. FERRARA, G. TONIOLO: Design criteria for structural use of fibre- reinforced concrete in prestressed precast elements, 5th RILEM Symposium on FRC, Lyon 2000.

[25] PLIZZARI G.A., CANGIANO S., CERE N., "Post-peak behavior of fiber reinforced concrete under cyclic tensile loads", AGI Materials Journal, Voi. 97(2), pp. 182-192, 2000.

[26] DI PRISCO M., PLIZZARI G.A. (Eds), "La meccanica della frattura nel calcestruzzo ad alte prestazioni", Giornata di studio del Gruppo Italiano Frattura, Università degli studi di Brescia, 16 Novembre 2001 (in stampa).

[27] FAILLA C., SIGNORINI S., "II calcestruzzo ad alte prestazioni nella prefabbricazione", atti del convegno IGF "La meccanica della frattura nel calcestruzzo ad alte prestazioni", Brescia, 16 Novembre2001 (in stampa).

[28] FAILLA C., TONIOLO G., FERRARA L., "Structural design of prestressed precast roof elements made with steel fibre reinforced concrete", BIBM 2002 International Conference, Istanbul, May 1-4, 2002.

 

7. RINGRAZIAMENTI

Gli autori desiderano ringraziare tutti i membri del gruppo di lavoro della Sottocommissione UNI/CIS/SC4- Prefabbricazione per la competente partecipazione.
 

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