Scheda n.1b: Valutazione del sito edificativo – seconda parte
VALUTAZIONE DEL SITO EDIFICATIVO
di Ugo Brollo
VENTI DOMINANTI
Prima di iniziare la fase progettuale, sono state prese in considerazione le caratteristiche locali in riferimento alla condizione dei venti dominanti, al fine di disporre i locali e le aperture in modo da minimizzare il disturbo dato dai venti stessi.
Avendo raccolto esperienze in una zona prossima a quella da edificare, si era ritenuto che l’andamento prevalente degli stessi dovesse essere lungo la direttrice nord-sud, (con provenienza dalla vallata del Canal del Ferro, per chi conosce l’area). (Fig. 1)

Fig. 1
Alla luce di queste convinzioni, date per scontate visto appunto l’esperienza raccolta, in corrispondenza della estremità Nord del sito sono stati posizionati i locali destinati a deposito ed autorimessa, collegando la falda di questi ultimi con quella dell’edificio principale per mezzo di un’ampia porzione di copertura in vetro. (Figg. 2 e 3)

Fig. 2 |

Fig. 3 |
La parete Nord della porzione Ovest dell’edificio è stata invece trattata con poche aperture, per minimizzare l’effetto negativo dei venti. Al piano terra si trovano una porta di servizio e la finestra dello studio, mentre al primo piano è stata realizzata un’apertura stretta e larga in corrispondenza del soppalco, protetta dall’ampio sporto di linda.
Nella realtà, però, i venti non raggiungono l’area proveniendo da Nord ma da Nord/Ovest, attraverso la sella che separa la piana del Tagliamento dalla zona del lago dei Tre Comuni. In conseguenza a ciò, la pioggia, normalmente accompagnata dal vento, penetra in profondità nella zona coperta attraverso l’apertura dell’area Servizi posta ad Est, vanificando anche la protezione della porta di accesso secondaria che ora si trova in piena battuta.
La mancata verifica sul campo della direzione dei venti, sostituita dalla valutazione esperienziale raccolta in un sito a poca distanza, ha quindi determinato un errore di valutazione che ora dovrà essere compensato da interventi diversi da quelli previsti.
VALUTAZIONE DELLA PIOVOSITÀ
I dati relativi alla piovosità in Friuli-Venezia Giulia riportati nell’immagine, evidenziano come sia consistente il livello delle precipitazioni rispetto al resto del territorio. (Fig. 4)
In particolare, nell’area del Gemonese la piovosità supera i 2000 mm/anno. (Fig. 5)

Fig. 4

Fig. 5
Un tale livello di precipitazioni ha determinato la scelta di realizzare una copertura spiovente, con ampi sporti di linda (come peraltro rilevabile nell’edilizia spontanea locale) e coperture in rame sui tettucci piani e sulle terrazze esposte. I canali di gronda e le caditoie sono stati dimensionati in modo da garantire un costante deflusso delle acque, anche in caso di precipitazioni consistenti.
Il vantaggio di tale livello di piovosità offre, per contro, la possibilità di raccogliere l’acqua piovana ed utilizzarla per scopi irrigui e per l’alimentazione degli sciacquoni (vedi prossime schede), con vantaggi economici e riduzione dei consumi complessivi del fabbricato.
RILEVAMENTO DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI ESTERNI
Il lotto presentava, lungo la strada di accesso, una linea elettrica di servizio posta su tralicci.
Il rilievo del campo elettromagnetico prodotto non era risultato significativo, e non si era reso necessario un intervento di protezione. Tuttavia, per questioni soprattutto legate alla comodità operative nella fase di edificazione, la linea è stata interrata ed il problema è stato definitivamente risolto.
VALUTAZIONE GEOLOGICA DELL’AREA
Il terreno di edificazione è situato sull’antico alveo del fiume Tagliamento. É costituito da ciottoli di varia pezzatura e ghiaia, con buona resistenza alla compressione ed elevatissima permeabilità all’acqua. Lo strato di terreno vegetale si attesta normalmente intorno ai 50 cm. Nel punto dove è stato realizzato l’edificio, invece, un avvallamento del terreno ha determinato il deposito di uno strato di quasi 100 cm di vegetale, comportando la necessità dell’abbassamento dell’appoggio delle fondazioni.
VALUTAZIONE RISCHIO SISMICO DELL’AREA
Il territorio del Gemonese è stato interessato negli anni 70 da un violento e devastante terremoto. All’epoca, le precauzioni antisismiche erano state sostanzialmente abbandonate e non venivano sempre adottate negli edifici di nuova costruzione, sebbene gli eventi sismici non fossero nuovi sul territorio e l’edilizia storica ne tenesse conto. Il sisma del 1976 ha ricondotto brutalmente alla realtà utenti, progettisti e legislatori. Da allora la zona è classificata con rischio sismico S 12 (ora 1° livello) e le costruzioni devono ovviamente rispettare le resistenze prescritte.